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Bombi: il cambiamento climatico rende le loro ali asimmetriche

Secondo uno studio, il cambiamento climatico influenza negativamente i bombi, rendendo le loro ali asimmetriche a causa dello stress.

I bombi sono fondamentali per la sopravvivenza del pianeta, ma il cambiamento climatico li minaccia. Per capire quanto l’impatto del riscaldamento globale su questi preziosi impollinatori sia devastante sembra sufficiente guardare alle loro ali. Uno studio pubblicato in Journal of Animals Ecology ha, infatti, mostrato che determinate condizioni di stress le rendono asimmetriche. Ora gli scienziati sono pronti ad approfondire le ricerche e chiedono interventi.

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Foto: krzysztofniewolny @Pixabay

Lo studio

A mostrare come il cambiamento climatico sia in grado di modificare la struttura delle ali dei bombi ci ha pensato un team dell’Imperial College di Londra. I ricercatori hanno analizzato 6.000 esemplari di questi insetti appartenenti a 4 specie diverse, conservati in vari musei. L’analisi delle collezioni ha permesso di coprire un periodo di circa un secolo, da inizio ‘900 a oggi. Gli studiosi hanno così scattato foto alle ali dei bombi. Hanno, poi, inserito le immagini in un software che individuasse le differenze, significative seppur minime, tra i vari parametri. A questo punto i dati sono stati confrontati con quelli relativi al clima dell’anno in cui l’esemplare era stato raccolto.

Cambiamento climatico e ali dei bombi

Lo studio sulle ali dei bombi ha mostrato che il cambiamento climatico crea serie difficoltà a questi impollinatori. Il team si è concentrato su tale variabile forte di un apparato di ricerche già solido. Precedenti lavori avevano mostrato che altri organismi, fra cui lucertole, farfalle e roditori, possono crescere in modo sproporzionato a causa di stress ambientale. Il fenomeno è noto come Asimmetria Fluttuante. I bombi non si sono rivelati immuni. È, infatti, emerso, che negli anni caldi, le loro ali si sviluppavano in modo asimmetrico. Tale trend risultava anche più evidente nei periodi caratterizzati da alti livelli di precipitazioni. Le anomalie sono apparse minime fino al 1925 e particolarmente frequenti dalla seconda metà del secolo.

Salvare bombi e altri impollinatori

Impedire che il cambiamento climatico diventi per i bombi una minaccia mortale è cruciale. Il futuro non lascia, però, ben sperare. Le temperature sono in aumento e l’alternarsi di periodi di siccità e di piogge torrenziali si rivelerà sempre più la norma. I ricercatori sperano che il nuovo lavoro rappresenti solo un primo passo. L’obiettivo è ora individuare le specie di bombi e altri impollinatori più a rischio per poi indirizzare verso di essi gli interventi di autorità e ONG. Richard Gill, coautore, ha poi insistito su quanto le collezioni dei musei di storia naturale debbano essere considerate fonte di segreti da svelare. Per il progredire della ricerca esse potrebbero, insomma, diventare delle risorse chiave.

Vedere le ali dei bombi diventare asimmetriche a causa del cambiamento climatico rappresenta più di un campanello d’allarme. Secondo una ricerca del 2020 le aree occupate da questi insetti sono diminuite del 46% in Nord America e del 17% in Europa. Le zone più colpite dal declino sembrano essere quelle che hanno sperimentato maggiori oscillazioni di temperatura. Mentre una pianta su tre sul pianeta dipende dagli insetti impollinatori, il silenzio fa più rumore di un ronzio.

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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.