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Biologico e importazioni: attenzione alle etichette

Il cibo biologico sta avendo sempre più successo e le importazioni crescono di anno in anno. Per sapere esattamente cosa stiamo mangiando, però, è fondamentale guardare le etichette.

Quando si tratta di biologico e le sue importazioni è molto importante fare attenzione alle etichette. È quello che sostiene un servizio recentemente apparso su Sky, che ha indagato il settore del cibo bio per capire meglio da dove arriva quello che noi acquistiamo sugli scaffali dei supermercati. La famosa «fogliolina verde» che certifica un prodotto agroalimentare come biologico in Europa, potrebbe infatti non essere sufficiente a garantire la salubrità di un alimento.

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Paesi diversi, diverse certificazioni

Alla radice del problema, secondo la giornalista, ci sarebbe la sempre crescente domanda di prodotti biologici. Il trend, lo sappiamo, è in crescita praticamente ovunque nel mondo, e spesso non ci sono abbastanza produttori bio. Per questo motivo è molto facile, facendo attenzione alle etichette degli alimenti biologici sugli scaffali dei supermercati, trovarne di provenienti dall’estero.

La questione a questo punto si complica: se la nostra certificazione biologica ammette l’utilizzo di una rosa molto ristretta di prodotti chimici nei campi, soprattutto dei pesticidi, quella di altri paesi potrebbe non essere così attenta. Il servizio di Sky prende il riso biologico come esempio, sottolineando che la maggior parte di questo proviene dall’Est Asiatico. Lì è ancora concesso l’utilizzo di bromuro di etile, per esempio, vietato in altri paesi del mondo.

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Controllare le etichette del cibo biologico

La giornalista sottolinea quanto sia complesso avere un riscontro preciso sulle importazioni di cibo biologico, suggerendo che sia una possibile conseguenza del grande divario esistente tra il consumo e la produzione interna. Per quanto l’Italia possa essere virtuosa nella sua certificazione biologica nazionale, le importazioni di alimenti bio dall’estero potrebbero non offrire altrettante garanzie.

Il problema potrebbe anche essere legato al fatto che la produzione, senza la possibilità di utilizzare alcuni agrofarmaci, cala notevolmente nei volumi. Per questo si ricorrerebbe, secondo il servizio, a massicce importazioni dall’estero. La soluzione a questo punto è guardare le etichette degli alimenti bio e fare attenzione, soprattutto quando è semplicemente se per la provenienza è riportato solo Paese «Non UE».

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TOPIC bio
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