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Bava di lumaca: un cosmetico da raccogliere con rispetto

Potrebbe fare molto ribrezzo in effetti, ve la immaginate una lumaca che si trascina piano sul vostro viso, con la sua secrezione alle spalle? In realtà stiamo parlando di un trattamento di bellezza assolutamente rinomato.


Per secoli gli esseri umani hanno trattato il loro viso con la bava di lumaca, un cosmetico primitivo ma la cui efficacia è stata dimostrata senza ombra di dubbio dagli ultimi decenni di ricerca. La credenza diffusa e poi confermata era che la secrezione di questo animale, ricca di nutrienti, fosse un ottimo rimedio contro rughe, cicatrici e rossori. C’è solo un problema: raccogliere questa sostanza implica nella quasi totalità dei casi l’uccisione della lumaca, un prezzo che Simone Sampò considera troppo elevato.

Bava di lumaca: un cosmetico da raccogliere con cura

Una sostanza unica nel suo genere

È giusto cominciare con una dovuta specifica, le lumache amano la loro bava, che tecnicamente dovrebbe essere definita come muco: le aiuta a combattere la gravità durante gli spostamenti – lunghi e rilassati – facendo sia da lubrificante che da colla. Ma anche noi umani abbiamo imparato presto la bontà di questa sostanza estremamente ricca da un punto di vista nutrizionale. Parliamo di Greci e Romani per intenderci, entrambi popoli che avevano già scoperto le proprietà di questo animale solo all’apparenza repellente.

Tutto questo grazie ad un pacchetto di sostanze molto utili per il nostro organismo, pelle in particolare, come il collagene e l’elastina. Non mancano però anche un buon numero di vitamine, come la A, la C e la E. Ma, va anche detto, non sono solo le applicazioni esterne a interessare noi umani. In alcune comunità è ancora molto in uso ingerire la lumaca intera, con l’obiettivo di migliorare le proprie funzioni intestinali. Succulento, non trovate?

Estrarre bava è un’arte

A questo punto entra in scena Simone Sampò, responsabile di un’azienda che si occupa di estrarre bava dalle lumache con una metodologia molto diversa rispetto alla concorrenza. Egli stesso ha messo a punto il macchinario con cui lavora sui propri animali, senza di lui, con i metodi più tradizionali, non c’era verso per le lumache di sopravvivere al trattamento.

Estrarre bava è un’arte

Nove anni di lavoro e sperimentazione, ma alla fine Simone ce l’ha fatta, è riuscito a costruire un macchinario con cui estrarre la bava dell’animale senza ucciderlo. Ma come funziona? Dopo 14 mesi a gozzovigliare appositi recinti le lumache sono pronte per essere raccolte e introdotte nel particolare macchinario. Questo non è altro che una sorta di Spa per lumache: delle tre situazioni in cui questi animali producono muco – stress, movimento o piacere – Simone ha scelto proprio quest’ultimo. I lenti animali si godono la permanenza con un alto tasso di umidità e nella godereccia situazione producono molta bava che viene a questo punto raccolta. Parliamo di circa 3 chili in una sola ora.

A questo punto, dopo alcuni passaggi di raffinazione, la bava è pronta per essere impiegata nel mondo della cosmesi. Diventerà anche questa una specialità italiana?

Fonti: the Great Big Story – youtube – huffingtonpost.it

TOPIC lumache
Matteo Buonanno Seves
Un giovane laureato in Scienze Gastronomiche con la passione per il giornalismo e il mai noioso mondo del cibo, perennemente impegnato nel tentativo di schivare le solite ricette e recensioni in favore di qualcosa di più originale.