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Batterie da scarti alimentari? Non sarebbe fantascienza

Ricercatori americani hanno trovato il modo per convertire in materiali per batterie alcuni scarti alimentari in un nuovo processo di recupero.

Trasformare gli avanzi del nostro pranzo in una batteria? Potrebbe sembrare solo una fantasia ma è quanto stanno provando a realizzare in laboratorio alcuni ricercatori americani della Virginia Tech, negli Stati Uniti. Gli scienziati sono convinti di poter recuperare gli scarti alimentari utilizzandoli per la produzione di batterie riciclabili. Si tratta di un progetto sperimentale alle prime fasi ma che lascia ben sperare per il futuro.

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Da scarti alimentari a batterie riciclabili

Il mondo è sempre più indirizzato verso una transizione “elettrica” e l’importanza delle batterie è destinata a crescere. Per le batterie di oggi, c’è una forte dipendenza dalla grafite, una risorsa limitata e necessaria per realizzare alcuni componenti. Le batterie sono inoltre notoriamente difficili da smaltire lasciando ombre sulla circolarità di una economia basata interamente sull’elettrico.

Se le batterie riciclabili sono ancora lontane, un primo tassello del puzzle potrebbe arrivare grazie ai ricercatori della Virgnia Tech. Dai risultati preliminari della loro ricerca gli scienziati hanno scoperto come la componente in fibra negli scarti alimentari era la chiave per sviluppare materiali in carbonio avanzati utilizzabili come anodi in una batteria. In particolare sarebbero i composti essenziali di cellulosa, emicellulosa e lignina recuperati dagli scarti che possono funzionare sufficientemente bene in una batteria.

Una economia di recupero

“La domanda di batterie riutilizzabili è salita alle stelle e dobbiamo trovare un modo per ridurre l’impatto ambientale delle batterie” ha dichiarato in una nota il professor Haibo Huang co-responsabile del progetto assieme la professor Feng Lin. Allo stesso modo, lo spreco alimentare è un fenomeno di dimensioni rilevanti a livello mondiale. Secondo loro, l’utilizzo di materiali di carbonio derivati ​​recuperati dagli avanzi per ospitare metalli alcalini, come il litio e il sodio, porterà importanti progressi al trattamento degli scarti alimentari e alla tecnologia delle batterie. Insomma, sarebbe possibile risolvere due problemi in una volta sola.

Applicazioni ancora lontane

Vedremo quindi presto batterie riciclabili realizzate grazie a scarti alimentari? Purtroppo è ancora troppo presto per dirlo. Nei prossimi due anni finali del progetto, i ricercatori tenteranno di migliorare la tecnologia per ottimizzare sia il recupero degli scarti sia la scienza delle batterie ottenute in questo modo. Al momento infatti il carbonio ottenuto è ancora ricco di impurità, il che lo rende non esattamente ideale. Il passo finale sarà invece determinare la fattibilità economica della tecnologia. Insomma, per ora siamo solo agli inizi.

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Laureato in Scienze Politiche e Comunicazione Pubblica, ha lavorato in radio e nel tempo libero si dedica alla scrittura creativa. Da sempre appassionato di cultura, scienza e tecnologia è costantemente a caccia di nuove curiosità in grado di cambiare il mondo in cui viviamo.