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Batteri come fertilizzanti: il risultato di un nuovo studio sui funghi

Concepire i batteri come fertilizzanti potrebbe essere determinante per la sostenibilità dell’agricoltura. Secondo un nuovo studio la chiave sono i funghi.

Secondo un recente studio considerare i batteri come fertilizzanti potrebbe cambiare l’agricoltura. Gli studiosi si sono concentrati sul rapporto simbiotico tra funghi e piante e sull’interazione di questo con ecosistemi e colture. Si costituisce, infatti, un vero e proprio bioma, in cui i microrganismi svolgono un ruolo determinante. Per la sostenibilità agricola le nuove prospettive aperte sono evidenti.

Batteri come fertilizzante

La simbiosi:

Il ruolo dei batteri come fertilizzanti si rivela all’interno delle micorrize. Si tratta della relazione simbiotica che si instaura tra funghi e piante a livello delle radici. Nata come meccanismo di sopravvivenza per la colonizzazione degli ambienti terrestri, essa si è consolidata con l’evoluzione e interessa oggi il 70% delle piante. Piante e funghi ne traggono reciproci vantaggi, grazie allo scambio di nutrimenti. Le prime forniscono carbonio organico, mentre ricevono dai secondi azoto e fosforo. A rendere possibile lo scambio sono i batteri che prosperano sulle ife, strutture a filamento parte dei funghi stessi. All’interno di questo microbioma non mancano poi i predatori di batteri, potenzialmente dannosi per il sistema.

Lo studio:

Lo studio sul ruolo dei batteri come fertilizzanti è stato condotto dal Boyce Thompson Institute, un ente di ricerca indipendente affiliato alla Cornell University. I ricercatori hanno coltivato due tipi di funghi micorrizici: Glomus versiforme e Hizophagus irregularis, in 3 diversi terreni. Ne hanno poi favorito la relazione simbiotica con un’erba associata al grano, per eseguire sequenziamenti genici sui batteri dopo 65 giorni. I risultati hanno rivelato la presenza di batteri distinti da quelli del suolo, simili per entrambi i funghi e per i diversi terreni. Maria Harrison, autrice principale, ha spiegato che l’ipotesi è che questi liberino fosforo nelle vicinanze dei filamenti, favorendone l’assorbimento da parte dei funghi.

Nuove prospettive:

Il BTI mira a migliorare sostenibilità agricola e sicurezza alimentare e lo studio sul ruolo dei batteri come fertilizzanti potrebbe essere determinante. La Harrison ha specificato che l’obiettivo è ora ottimizzare il processo a beneficio delle piante. È necessario dunque comprendere quali siano i batteri da favorire. Bryan Emmett, coautore, ha infatti affermato che questo potrebbe aumentare la resa delle colture, riducendo contemporaneamente l’utilizzo dei convenzionali fertilizzanti. L’impatto ambientale di questi ultimi risulta, oggi, devastante e trovare soluzioni alternative è una priorità. Ne deriverebbe anche un abbattimento dei costi, in grado di rendere i processi agricoli più accessibili.

La ricerca ha mostrato quanto il ruolo dei batteri come fertilizzanti possa rivelarsi importante per l’umanità. L’agricoltura rappresenta un’attività fondamentale e, con un fabbisogno di cibo in crescita, lo sarà ancora di più in futuro. Pensare a funghi e batteri come a utili alleati forse non è semplice, ma grazie alla scienza, è ormai molto più di un’eventualità.

REDAZIONE
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