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Aree con divieto di automobili: provvedimenti radicali ma necessari

Aree con divieto di automobili: provvedimenti radicali ma necessari

Le aree con divieto di automobili sono destinate a moltiplicarsi e, nell’ottica della lotta alle emissioni, prepararsi a provvedimenti estremi è doveroso.

Ridurre il traffico è oggi fondamentale e, soprattutto nelle zone residenziali, le aree con divieto di automobili si stanno moltiplicando. I quartieri a basso traffico risultano più diffusi, ma progredire verso iniziative più radicali è d’obbligo. I potenziali vantaggi di simili progetti sono moltissimi e, dove il passaggio è in corso, non mancano i riscontri favorevoli.

aree con divieto di automobili

Divieto di automobili:

Concepire un mondo in cui le aree con divieto di automobili non siano l’eccezione non è ancora semplice. Oggi si stanno, però, diffondendo i Low Traffic Neighbourhoods. Si tratta di quartieri residenziali, parzialmente chiusi al traffico, che possono, in genere essere raggiunti in auto, ma non attraversati per muoversi verso altre mete. Su 345 cittadini londinesi residenti in zone simili, sottoposti a un’indagine, il 63% ha affermato che il cambiamento ha coinciso con un miglioramento nella qualità della vita. La chiusura al traffico, per quanto parziale, innesca, infatti, un circolo virtuoso. I cittadini ricorrono con più frequenza a mezzi alternativi e il numero di automobili cala, quindi, ancora.

Aree con divieti:

Istituire aree con divieto di automobili appare una misura necessaria. In otto anni le auto con motore a combustione riceveranno un diffuso stop, ma questo non basta. Alcune istituzioni si sono spinte a eliminare autostrade o cavalcavia, dimostrando che, la rimozione di vie auto-centriche non comporta un automatico aumento degli ingorghi. Il fenomeno da contrastare appare, dunque, spesso, quello della domanda indotta dall’offerta, e non il suo contrario. La nascita del percorso pedonale di Cheong Gye Cheon, a Seoul, in sostituzione dell’autostrada nel 2006 ne offre una dimostrazione. Il rapporto dell’Intergovernmental Panel on Climate Change non lascia, comunque, dubbi: in futuro porre limiti alla circolazione diventerà imprescindibile.

Provvedimenti necessari:

La promozione di progetti che mirino all’istituzione di aree con divieto di automobili dovrebbe apparire prioritaria. Provvedimenti simili furono presi già dagli Antichi Romani. Essi si impegnarono, infatti, a garantire l’incolumità dei pedoni su alcune strade, vietando il passaggio ai carri. Oggi iniziative di questo tipo hanno, ovviamente, un peso diverso. Oltre a favorire ciclisti, pedoni e utenti dei mezzi pubblici, permettono di ridurre l’inquinamento atmosferico e acustico. L’implicito incentivo al movimento è, poi, vantaggioso per la salute dei residenti, come per le attività economiche locali. Il ricorso a barriere fisiche per impedire l’accesso e a telecamere per il controllo rappresentano le risorse più utilizzate.

L’immagine di città disseminate di aree con divieto di automobili non dovrebbe più sembrare visionaria. Siamo abituati a ricorrere all’auto con fin troppa facilità ma il duro scontro con le conseguenze dell’inquinamento da noi prodotto dovrebbe farci riflettere. Perché ciò che viene comunemente considerato simbolo di modernità, non si tramuti in un presagio di rovina, un cambio di stile di vita è l’unica possibilità.


Alice Facchini
Alice Facchini
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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.
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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.
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