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Animali domestici: il cibo umido è 7 volte meno sostenibile dei croccantini

Uno studio ha mostrato che nutrire gli animali domestici con cibo umido non è sostenibile e che, a livello di emissioni, le crocchette sono molto meglio.

I nostri animali domestici hanno un impatto sull’ambiente e capire come nutrirli con cibo sostenibile può aiutarci a ridurlo. Una ricerca pubblicata in Scientific Reports ha indagato sulla questione e ha mostrato che il confronto tra umido e alimenti secchi è impari. I primi prodotti sono, infatti, causa del rilascio di una grande quantità di emissioni. L’utilizzo di proteine alternative e di prodotti di scarto appaiono, ora, opzioni interessanti.

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Foto: rotbart94 @Pixabay

Lo studio

A concentrarsi su quale sia il tipo di cibo per animali domestici più sostenibile ci ha pensato un team dell’Università di San Paolo, in Brasile. I ricercatori hanno analizzato 918 tipi di alimenti per cani e gatti, 618 destinati ai primi e 320 ai secondi, progettati per nutrire esemplari adulti e sani. Questi erano rappresentativi di tre tipi di regimi alimentari: secco, umido e dieta home made. Per tracciare un bilancio il team ha esaminato i 212 ingredienti presenti nei prodotti, per poi valutare l’impatto ambientale degli articoli. Il calcolo era basato sulla quantificazione di emissioni di gas serra, nonché di zolfo e fosforo connesse alla filiera, consumo di terre e impiego di acqua.

Qual è il tipo di cibo per animali domestici più sostenibile?

Lo studio ha mostrato che per l’alimentazione degli animali domestici il cibo umido risulta molto meno sostenibile di quello secco. È infatti emerso che un cane di 10 kg che ingerisca circa 500 calorie al giorno in croccantini è “responsabile” in un anno di 828 kg di emissioni di CO2 equivalente. Guardando al cibo umido il valore sale a 6.541 kg. Quest’ultimo ha, dunque, un impatto sull’ambiente circa 7 volte peggiore. Un animale domestico nutrito in tale modo arriva ad avere praticamente la stessa impronta di carbonio del suo padrone bipede. Questa per un cittadino brasiliano è, infatti, in media pari a 6.690 kg di CO2 all’anno. Le diete home made si collocano a metà strada.

Rendere il cibo umido più sostenibile

Rendere il cibo per animali domestici più sostenibile dovrebbe risultare tutt’altro che impossibile. La discrepanza tra l’impatto ambientale dei croccantini e degli alimenti umidi non è dovuta al contenuto di acqua di questi ultimi. È anzi attribuibile al fatto che in essi il 90% delle calorie è costituita da ingredienti di origine animale. Nei croccantini la percentuale scende al 45%. La chiave per migliorare il bilancio potrebbe essere la conversione a fonti di proteine alternative. Puntando sugli insetti si arriverebbe a ridurre di 10 volte le emissioni di gas serra connesse alla filiera. L’utilizzo massiccio dei prodotti di scarto non adatti all’alimentazione umana, migliora il quadro. In molti Paesi la pratica non è, comunque, ancora abbastanza diffusa.

Capire qual è il cibo per animali domestici più sostenibile può dare ai padroni indicazioni interessanti. Nel mondo ci sono oggi circa 840 milioni di cani e gatti che vivono in compagnia dei bipedi e i numeri sono in crescita. Márcio Brunetto, autore leader dello studio, ha sottolineato che è necessario trovare soluzioni alternative, prima che noi e i nostri compagni a quattro zampe finiamo a competere per lo stesso cibo.

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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.