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Anche l’Italia ora ha un inviato speciale per il clima: chi è Alessandro Modiano

Diplomatico di lungo corso tra Sudamerica, Sud Africa ed Egitto, sarà il riferimento all’estero per le politiche di contrasto ai cambiamenti climatici.

L’Italia ha nominato il suo inviato speciale per il clima. Il punto di riferimento all’estero del nostro Paese per le politiche di contrasto ai cambiamenti climatici sarà Alessandro Modiano, diplomatico di lungo corso con incarichi in diverse ambasciate sparse per il mondo. La nomina è stata ufficializzata dal ministero degli Affari Esteri e dal ministero della Transizione ecologica a inizio 2022. Era attesa da giugno 2021, quando era stato annunciato l’ impegno di dotarsi di una figura del genere.

Alessandro Modiano è il primo inviato speciale per il clima per l'Italia

Chi è Alessandro Modiano

Alessandro Modiano, primo inviato speciale per il clima dell’Italia, è laureato in Scienze politiche all’università a La Sapienza di Roma. 57 anni, ha iniziato la carriera nel settore della diplomazia nel 1992. Dopo aver lavorato, dal 1995 al 1997, alla Presidenza della Repubblica (Segretariato generale presso l’Ufficio affari diplomatici), si trasferisce all’ambasciata di Santiago del Cile, dove comincia il suo lungo percorso all’estero che lo porterà anche nella rappresentanze diplomatiche di Pretoria (Sudafrica), Buenos Aires (Argentina) e Il Cairo (Egitto), all’interno delle quali ricopre diversi ruoli.

Nell’agosto del 2018 è diventato Vice-direttore generale al ministero degli Affari esteri per la mondializzazione e le questioni globali e Direttore centrale per le questioni globali. In occasione della nomina, il ministro degli Affari esteri Luigi di Maio ha ricordato che Modiano è “già punto di riferimento al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale in materia di contrasto al cambiamento climatico, anche in ambito G7, G20 e OCSE”.

Il ruolo di inviato speciale

La figura dell’inviato speciale per il clima è piuttosto nuova. Tra gli apripista nell’istituirla, il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, con la nomina dell’ex candidato del Partito democratico alla Casa Bianca, John Kerry, come “inviato speciale del presidente per il clima”. La designazione di una personalità che ricoprisse questo ruolo in Italia era attesa da giugno 2021, quando era stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale la nota che rendeva ufficiale l’istituzione del ruolo. La decisione si è tuttavia protratta nel tempo a causa di un presunto conflitto tra il ministero degli Esteri e il ministero per la Transizione ecologica su chi dovesse condurre le trattative internazionali sul clima.

Anche per questo, il ministro per la Transizione ecologica Roberto Cingolani ha ricoperto in via provvisoria il ruolo in occasione degli importanti vertici del 2021 in cui si è parlato di clima: il G20 di Roma e la Cop26 di Glasgow. Ma quali saranno le mansioni di Alessandro Modiano? L’inviato Speciale per il Cambiamento climatico “svolgerà un’importante azione di raccordo” tra ministero degli Affari esteri e ministero per la Transizione ecologica e “sarà il riferimento per la dimensione esterna delle politiche di contrasto al cambiamento climatico delle varie Amministrazioni italiane”, si legge nella nota istituzionale che ha annunciato la nomina. Il ministro Di Maio ha specificato in un post Facebook che si tratta di “una figura strategica, incaricata di seguire i negoziati internazionali e di rafforzare la presenza dell’Italia ai tavoli in cui si prendono decisioni di peso sulle tematiche ambientali”.

I commenti alla nomina

L’Italia conferma così il suo impegno nella lotta ai cambiamenti climatici e la volontà di confermare la propria leadership su uno dei temi decisivi per la sopravvivenza del nostro Pianeta così come lo conosciamo”, ha commentato Di Maio dopo la designazione di Modiano come inviato speciale per il clima a gennaio. “Questa nomina rafforza ulteriormente la leadership dell’Italia nella lotta ai cambiamenti climatici e rappresenta un ulteriore importante strumento grazie al quale il nostro Paese può affrontare l’emergenza del riscaldamento globale”, ha aggiunto Cingolani.

Ma non sono mancate le voci critiche nei confronti della scelta. Come quelle di Angelo Bonelli ed Eleonora Evi, i co-portavoce nazionali di Europa Verde: “Con tutto il rispetto per il dott. Alessandro Modiano, è stata nominata una persona che non ha alcuna esperienza in materia di cambiamenti climatici e sulle questioni ambientali ed ecologiche che ruotano intorno a essi. Siamo senza parole di fronte alle modalità con cui, ancora una volta, la questione del controllo politico abbia prevalso sulla competenza specifica“.

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Giornalista, ex studente della Scuola di Giornalismo Walter Tobagi. Osservatore attento (e preoccupato) delle questioni ambientali e cacciatore curioso di innovazioni che puntano a risolverle o attenuarne l'impatto. Seguo soprattutto i temi legati all'economia circolare, alla mobilità green, al turismo sostenibile e al mondo food