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AMOC, la corrente atlantica è più vicina al collasso cosa rischia l’Europa

AMOC, la corrente atlantica è più vicina al collasso cosa rischia l’Europa

Nuovi studi rivelano che il rallentamento delle correnti atlantiche è più grave del previsto, minacciando stravolgimenti climatici.

L’AMOC, la corrente marina dell’Oceano Atlantico e fondamentale sistema che regola e mitiga il clima nell’intero emisfero settentrionale, sta rallentando a ritmi inaspettati. Fino a poco tempo fa, l’ipotesi di un suo blocco era considerata un’eventualità remota, oggi invece le ultime ricerche scientifiche rivelano che il collasso totale sarebbe un rischio concreto e più imminente del previsto. Nuovi dati indicano infatti che il rallentamento del sistema ha superato le stime più pessimistiche. Un collasso dell’AMOC potrebbe di innescare stravolgimenti climatici senza precedenti in tutta Europa.

AMOC, la corrente atlantica è più vicina al collasso cosa rischia l’Europa
@envatoelements

Cos’è l’AMOC?

L’AMOC (acronimo dall’inglese Atlantic Meridional Overturning Circulation) è una complessa rete di correnti d’acqua nell’Oceano Atlantico che spinge le calde acque tropicali fino alle latitudini più fredde settentrionali. Il motore di questo sistema si basa sulle differenze di temperatura e densità dell’acqua che permettono alle correnti calde dei tropici di viaggiare verso nord, raffreddarsi, sprofondare negli abissi oceanici e quindi tornare verso sud in un ciclo delicato ma essenziale per il mantenimento della stabilità climatica nell’intero continente europeo. L’AMOC è responsabile dei miti inverni europei, rispetto ad esempio ad altri territori situati alla stessa latitudine.

Perché la corrente atlantica collassa?

A preoccupare i ricercatori sul destino dell’AMOC e, di rimando, del clima dell’intero emisfero sono i dati che arrivano da recenti ricerche scientifiche che hanno incrociato le osservazioni oceaniche in tempo reale con i più recenti modelli di simulazione. Il rallentamento della corrente atlantica risulterebbe dalle stime molto più rapido del previsto avviandosi perdere oltre il 50% della sua forza entro fine secolo, mentre il «punto di non ritorno» è stimato addirittura attorno al 2050. Attualmente l’AMOC si trova al suo livello di intensità più basso degli ultimi 1.600 anni.

Alla base di questa anomalia ci sarebbe lo scioglimento accelerato dei ghiacci artici, dovuto al riscaldamento globale, che continua a riversare nell’oceano enormi quantità di acqua dolce. Questo afflusso riduce la salinità e la densità delle acque nel nord Atlantico, ostacolando il naturale ciclo della corrente. 

Quali effetti avrebbe un collasso dell’AMOC sull’Europa?

La complessità dei modelli climatici rende difficile stilare un quadro preciso, tuttavia secondo gli esperti se l’AMOC dovesse arrestarsi, le conseguenze per il continente europeo sarebbero drammatiche. Senza il costante apporto di calore trasportato dalle acque tropicali, gran parte dell’Europa andrebbe incontro a un drastico crollo delle temperature, specialmente nelle regioni nord-occidentali, dove i termometri potrebbero precipitare anche di 10-15 gradi rispetto alle medie attuali. 

Ma non si tratterebbe solo di inverni gelidi, il collasso della corrente sarebbe in grado di alterare profondamente i modelli atmosferici globali con l’Europa che diventerebbe sensibilmente più secca, innescando gravi e prolungati periodi di siccità e mettendo quindi a serio rischio la produzione agricola e l’intera sicurezza alimentare. A questo scenario si aggiungerebbe anche un netto incremento di eventi meteorologici estremi. 

Quanto è vicino il punto di non ritorno?

Il Gruppo Intergovernativo sul Cambiamento Climatico (IPCC) delle Nazioni Unite considerava altamente improbabile un collasso definitivo della corrente atlantica entro questo secolo. Tuttavia, queste più recenti osservazioni hanno ribaltato le previsioni sostenendo che l’accelerazione della crisi climatica potrebbe spingere l’AMOC a un “punto di non ritorno” già nei prossimi decenni, con nuove simulazioni che anticipano il superamento della soglia critica nel corso del periodo 2040-2050.

Sebbene l’arresto completo della circolazione richiederebbe alcuni decenni per manifestarsi in tutta la sua forza, una volta superato il punto di non ritorno il processo entrerebbe in un ciclo irreversibile per migliaia di anni. L’ultima volta in cui le correnti atlantiche sono arrivate al collasso risale a 12.000 anni fa, al termine dell’ultima era glaciale. 


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