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Altro che acqua, ci sono tempeste di neve su Marte

Ebbene sì, il nostro pianeta non è l’unico ad avere un clima a volte proibitivo. Gli scienziati hanno recentemente scoperto che durante le notti marziane vere e proprie tempeste si riversano sul suolo del pianeta rosso.

La possibilità che si potessero verificare tempeste di neve su Marte non aveva finora preso piede tra gli scienziati, convinti che le temperature relativamente stabili del pianeta non causassero fenomeni climatici particolarmente intensi. Un nuovo studio però rende questa tesi obsoleta, sollevando allo stesso tempo dubbi sulla facilità di colonizzare, o anche solo esplorare, il nostro vicino del sistema solare.

I poli di Marte

La neve marziana

Probabilmente per qualcuno sarà una scoperta relativamente nuova, ma sì, c’è acqua su Marte, e lo sappiamo anche da parecchio ormai. Grandi masse di ghiaccio sono accumulate ai poli del pianeta, ma nonostante queste i ricercatori concordano che in qualche modo il pianeta abbia perso molta della sua acqua originale.

Altro che acqua, ci sono tempeste di neve su Marte

Già nel 2008, proprio vicino alle regioni polari, il lander Phoenix aveva rilevato le prime tracce della caduta di neve, ma questo fenomeno era stato verificato come estremamente tranquillo e pacato. Niente di più sbagliato evidentemente, ma per scoprirlo i ricercatori sono dovuti ricorrere a diversi modelli climatici, tre per la precisione, fatti funzionare per la prima volta contemporaneamente.

3 modelli climatici per una risposta quasi definitiva

Il nuovo studio, pubblicato recentemente, ha unito lo sforzo di tre complessi software per la simulazione del clima, utilizzandoli come se fosse una sorta di matrioska: i tre modelli aumentavano mano a mano di definizione, utilizzando quello procedente per costruire quello successivo. Fino ad oggi erano stati utilizzati separatamente, per questo non erano ancora state previste delle tempeste di neve più intense.

3 modelli climatici per una risposta quasi definitiva

Quello che gli scienziati hanno infine scoperto è che le nuvole formatesi durante il giorno rimangono relativamente stabili, almeno fino al calar del sole, quando la loro temperatura comincia drasticamente a calare. A questo punto le grosse masse di aria fredda si abbassano, con correnti d’aria che arrivano fino a 10 metri al secondo. Assieme al vento cade anche la neve, trascinata a forti velocità.

Allo stesso tempo però gli scienziati avrebbero rilevato che parte del vapore acqueo presente nelle nuvole sopra i poli tenderebbe ad aumentare di quota durante la discesa delle masse fredde, arrivando addirittura a disperdersi oltre i confini dell’atmosfera. Sarebbe proprio questo fenomeno ad aver causato, nel corso di milioni di anni, la scomparsa di molta dell’acqua marziana.

Fonti: nature.com – jpl.nasa.gov – ESA

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