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Alliaria: una pianta invasiva con cui si può convivere

L’alliaria è un’erba spontanea molto diffusa. Negli USA è considerata una specie invasiva, ma imparare a vivere con essa è più che possibile.

L’alliaria è un’erba spontanea dalle caratteristiche uniche. Essa è in grado di colonizzare vaste zone e, se fuori controllo, può rivelarsi estremamente dannosa per l’ambiente. Negli USA è considerata una specie invasiva e gli interventi per tenerla sotto controllo si sono susseguiti. Oggi le prospettive stanno, però, cambiando e la strada più percorribile sembra quella della pacifica convivenza.

Alliaria

L’alliaria:

L’alliaria è una pianta erbacea spontanea. Dalle radici partono diversi fusti ramificati e il principale raggiunge un’altezza massima di 1.20 m. Alla base la pianta mostra una leggera peluria, mentre le foglie sono verde brillante e glabre. Il suo ciclo vitale si articola in 2 anni. Durante il primo resta bassa con foglie a rosetta. Nel secondo invece cresce e appaiono fiori bianchi, ricchi di nettare. Il suo ambiente ideale è costituito dai boschi montani, ma si sviluppa anche in terreni costieri. Ogni parte della pianta, se strofinata, sprigiona un caratteristico odore di aglio. Questo le ha fruttato il nome popolare di erba aglina e un massiccio uso medicinale e culinario.

Una specie invasiva?

L’alliaria è spesso considerata una specie invasiva, soprattutto negli USA, dove fu introdotta nel 1800 dagli europei. Ogni pianta produce centinaia di semi, che, una volta sbocciati su un vasto terreno, sono difficili da estirpare. Don Cipollini, della Wright State University, ha spiegato che non esistono molti naturali predatori per l’alliaria. Quando strappate, infatti, le foglie liberano acido cianidrico. L’alliaria rilascia poi, anche attraverso le radici, glucosinolati, che uccidono i funghi micorrizici, necessari alle piante native per il nutrimento. Questa pianta rappresenta, inoltre, una minaccia anche per diversi insetti. In West Virginia per esempio, attrae le farfalle bianche che vi depongono le uova e le vedono, poi, inevitabilmente morire.

La convivenza:

Secondo studi recenti combattere con l’alliaria non sarebbe una scelta saggia. Per estirpare la pianta è, infatti, necessario eliminare quasi il 100% degli esemplari per 10 anni, poiché un quinto dei semi può ritardare la germinazione. Secondo Bernd Blossey della Cornell University, poi, il tempo rappresenta la miglior arma. Quando l’alliaria colonizza un’area, infatti, nel terreno tendono ad accumularsi microrganismi che la danneggiano, nutrendosi delle sostanze che secerne. Le piante diminuiscono allora in modo naturale. Molti, pur ritenendo tale analisi troppo ottimistica, sostengono, poi, che le invasioni di alliaria non rappresentino un problema, ma un sintomo. Spesso indicano infatti una sovrabbondanza di cervi, lombrichi, o altri fattori che minacciano le specie native.

L’alliaria nel nostro Paese rappresenta una pianta quasi ubiquitaria. Adeguatamente trattata è in grado di conferire a zuppe o insalate un sapore unico, ed è dunque anche estremamente sfruttataPrevenire la sua diffusione in ambienti che non le appartengono è, di certo, un dovere. Relegarla a specie invasiva da eliminare, tuttavia, appare un errore altrettanto grossolano.

REDAZIONE
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