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Allergia alle arachidi, presto potrebbe arrivare un trattamento

Dovrà essere sottoposto ai test di sicurezza ma un nuovo trattamento potrebbe tranquillizzare chi è affetto da allergia alle arachidi e prevenire l’esposizione accidentale.

Chi soffre di allergia alle arachidi, anche se presta particolare attenzione, sa quanto è facile finire per consumare arachidi per sbaglio, soprattutto quando si mangia fuori casa. Buone notizie arrivano dagli Stati Uniti dove un nuovo trattamento sviluppato dai ricercatori dell’ACAAI (American College of Allergy, Asthma and Immunology) sembra aver dato risultati incoraggianti.

I rischi della allergia alle arachidi

L’esposizione accidentale, vale a dire: quando si assume la sostanza involontariamente per errore o distrazione è particolarmente rischiosa per chi è allergico ad un alimento. La diffusione delle arachidi rende l’esposizione accidentale particolarmente rischiosa per chi soffre di questa allergia. Eppure presto potrebbe essere possibile proteggersi dall’ingestione accidentale semplicemente aumentando la tolleranza alle arachidi.

Grazie al metodo ideato dai ricercatori americani, circa due persone su tre affette da allergia alle arachidi che erano in grado di tollerare l’equivalente di due noccioline al giorno hanno migliorato la loro tolleranza. Dopo nove mesi di trattamento erano in grado di sopportare l’equivalente di quattro noccioline. Pare poco, ma chi per chi è allergico può fare tutta la differenza del mondo.


Il trattamento in via di approvazione

Lo studio ha coinvolto partecipanti di tutte le età, dai 4 ai 55 anni. Hai soggetti è stata fornita una quantità sempre maggiore di proteine di arachidi in polvere fino al raggiungimento di una «soglia di mantenimento» equivalente ad una nocciolina al giorno. Grazie alla crescente esposizione graduale, coloro che sono stati sottoposti al trattamento hanno sviluppato una maggiore tolleranza alle arachidi. «Non è un vaccino ne tantomeno chi è affetto da allergia sarà in grado di mangiare arachidi quando vuole» ha spiegato Stephen Tilles, co-autore della ricerca «Eppure si tratta di una svolta nella ricerca che proteggerà dall’esposizione accidentale. Confidiamo di avere un trattamento pronto per la seconda metà del 2019».

Le persone che saranno in grado di sopportare il trattamento, dovrebbero riuscire ad aumentare di molto la loro tolleranza alle arachidi. Per i ricercatori la tolleranza alla fine del trattamento era cresciuta a tal punto nei casi migliori da consentire di assumere fino al doppio di arachidi senza problemi o con problemi minori per chi aveva sviluppato una tolleranza inferiore. Attualmente il trattamento dovrà passare attraverso tutti gli organismi di controllo sanitario a partire dalla Food And Drug Administration americana. Se approvato oltreoceano dovrà poi venire vagliato anche dagli organismi dell’Unione Europea. Sarebbe in caso disponibile solo dopo prescrizione medica. Le persone affette da allergia dovrebbero continuare ad assumere il trattamento per mantenere il livello di tolleranza.

Fonte: ACCAI

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