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Alla scoperta dell’uovo cosmico

Uno degli alimenti più comuni tra le simbologie legate alla creazione, l'uovo si è prestato per millenni a diventare rappresentazione di vita e nascita.

L’avvicinarsi della Pasqua ci offre l’occasione per parlare dell’uovo, ma anziché scrivere di ricette e piatti prelibati, tratteremo dei miti, del simbolismo e dei riti pagani che hanno portato questo alimento dalla forma perfetta a diventare sinonimo di nuova vita.

Il mito cosmogonico

Un mito cosmogonico

Per molte culture l’uovo è divenuto una figura potente, in alcune è considerato un archetipo cosmogonico, simbolo ancestrale della creazione del cosmo, ben prima che fosse utilizzato anche nel cristianesimo. Nella mitologia egizia, tornando oltre duemila anni prima della nascita di Cristo, la fusione di otto divinità nate da Thot diede origine a un grande uovo, da cui a sua volta nacque Amon, il dio-sole. Secondo un mito cinese risalente al millecinquecento avanti Cristo, fu il caos stesso a coagularsi nel nulla per oltre diciottomila anni fino a formare un uovo. Nello stesso periodo nacque il mito indu del Brahman, l’energia creatrice e illimitata che gettò un seme nell’acqua lasciando che si trasformasse in un uovo d’oro. Insomma, dai miti orfici a quelli della Kalevala finlandese, passando per il Buddismo e la mitologia Polinesiana, tuorlo e albume tornano sempre.

L’uovo e la pasqua

Anche il cristianesimo si è appropriato di questo alimento, ma se fino a quel momento era inteso come simbolo di fertilità e rinascita della natura, ora diventa simbolo della resurrezione dell’uomo, di Gesù dal sepolcro: l’uovo appare a prima vista inanimato, privo di vita, come la grotta in cui fu riposto il corpo del figlio di Dio, ma la vita è tutta racchiusa in potenza dentro esso, rimane sopita, pronta a sbocciare. La pratica di donare le uova in occasione della Pasqua però viene introdotta nel Medioevo, quando diventa un’usanza regalarle alla servitù.

L'uovo di pasqua

Oro e diamanti

Sempre a quell’epoca risale la creazione delle uova decorate, a volte tinte semplicemente con dei fiori, altre, per riportare le parole di Frank A. Salamone nel saggio ‘Encyclopedia Of Religious Rites, Rituals And Festivals’: “Before people began painting eggs, they wrapped them in gold foil, put the wrapped eggs in leaves and boiled them.” (Prima che le persone iniziassero a dipingere le uova, queste venivano avvolte in lamine d’oro, a loro volta ricoperte di foglie e infine bollite). Anche il colore assume diversi significati: le tonalità sgargianti simboleggiavano il ritorno della primavera, quelle porpora il sangue di Cristo. Fu probabilmente questa tradizione a originare l’idea delle uova fabbricate in materiali preziosi, continuando ad affinarsi fino all’opera ineguagliabile dell’orafo Peter Carl Fabergé.

L’opera ineguagliabile dell’orafo Peter Carl Fabergé.

La lavorazione delle uova di cioccolato è in realtà molto recente: fino a qualche decennio fa era appannaggio esclusivo degli artigiani cioccolatieri, mentre oggi è prevalentemente dominata dall’industria dolciaria. Eppure nulla impedisce, in memoria degli antichi riti pagani e dell’arte degli orafi, di impugnare creatività e cioccolato per tentare la sorte nella propria cucina.

Oltre le leggende e il simbolismo l’uovo rimane un alimento decisamente interessante, le cui innumerevoli preparazioni sono tutt’altro che semplici da padroneggiare, ma magari, con un aiutino dall’alto…

TOPIC storiauovo
Matteo Buonanno Seves

Un giovane laureato in Scienze Gastronomiche con la passione per il giornalismo e il mai noioso mondo del cibo, perennemente impegnato nel tentativo di schivare le solite ricette e recensioni in favore di qualcosa di più originale.