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Alla scoperta della perfetta dieta felina

Alzi la mano chi pensa che il latte sia un alimento perfetto per il proprio gatto. E si faccia avanti chi crede che il pesce crudo sia per loro una leccornia. Forse dovreste ricredervi.


Nonostante nel nostro immaginario il compagno d’avventure felino sia decisamente un animale indipendente, il suo fabbisogno alimentare deve essere seguito con puntualità, ricordando che un’abbondante leccata di baffi non corrisponde necessariamente al benessere del gatto.

Una faccenda un po’ complicata

Non è raro capitare in una famiglia il cui gatto domestico è lasciato banchettare con gli avanzi di un pasto particolarmente abbondante e succulento, ma siamo sicuri che al nostro amico peloso faccia bene? Verrebbe spontaneo, immaginando l’animale nella giungla dei suoi avi, ritenerlo abbastanza intelligente da non avvelenarsi da solo, eppure non è raro che messi di fronte ad una leccornia irresistibile il gatto non brilli di autocontrollo. Per di più bisogna considerare che la dieta felina varie in base all’età del gatto e alla sua salute, basti pensare a quelle linee di prodotti studiate appositamente per le bestie castrate.

Gli errori comuni nella dieta felina

Sono diversi gli alimenti che si associano facilmente all’immaginario gourmand di un felino ma che in realtà possono far male alla sua salute. Un esempio è il latte, che se può essere un alimento fondamentale nell’infanzia di un gatto può essere dannoso nei mici adulti. Questi infatti possono soffrire come gli esseri umani di una carenza di lattasi, l’enzima adibito a scomporre il lattosio (zucchero del latte), soprattutto negli adulti, per cui la bevanda può provocare diarrea e squilibri di assorbimento a livello intestinale. Per estensione anche i latticini dovrebbero essere evitati, i formaggi freschi ma anche quelli stagionati, nonostante sia difficile immaginare tra le grinfie di un gatto una scaglia di parmigiano 36 mesi.

Il cioccolato è un altro alimento da evitare, considerando che la piccola quantità di teobromina, molecola simile alla caffeina, se benefica per l’essere umano può essere addirittura fatale per un gatto. Allo stesso modo vanno evitati i dolci, categoricamente poi se il felino ha il diabete, ma in ogni caso l’eccessiva assunzione potrebbe causare proprio questa patologia come anche l’obesità. Contro intuitiva l’esclusione del pesce crudo, altra associazione ben integrata nei nostri stereotipi felini, che nonostante venga adorato dai gatti rallenta l’assorbimento della tiamina, una vitamina molto importante per il benessere del nostro amico peloso. Un altro sbaglio che alcuni padroni troppo scrupolosi commettono è quello di somministrare integratori vitaminici ai propri animali domestici per migliorare la loro dieta, peccato che così facendo si rischi di generare squilibri di assorbimento.

Quindi cosa ci rimane

Quindi cosa rimane?

Potrà sembrare decisamente paradossale da dire ma i cibi studiati e prodotti a livello industriale spesso rimangono la migliore soluzione, poiché sottoposti a controlli e norme igieniche paragonabili a quelle dell’industria alimentare umana. In ogni caso la carne è la scelta migliore per i felini, meglio se accostata a dei croccantini da utilizzare come integratore. Alcuni consigliano lo yogurt per aggiungere un po’ di proteine e qualche grasso salutare. In linea di massima l’abbinamento di alimento secco e di uno umido, di quelli studiati appositamente per gatti, può essere la soluzione migliore.

Ultimo consiglio molto importante e non così scontato: se non ci pensa da solo il vostro amico peloso fatelo voi, pulite la ciotola dopo che l’animale ha mangiato, in modo da evitare il proliferare di microorganismi dannosi.

Fonti: Tuttozampe – Accessorigatti – Micimiao – Amoremiao – 7-themes – Sopurrfect

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