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Alimentazione sostenibile, tra i cinque campioni del mondo anche l’Italia

La domanda che si è posta la Fondazione Barilla è semplice: quali sono i paesi al mondo in cui si mangia meglio, non dal punto di vista gastronomico, ma da quello ambientale?

È una battaglia che si combatte su più fronti quella per una diffusa alimentazione sostenibile, e lo sanno bene i ricercatori della Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition. Recentemente alcuni ricercatori della fondazione hanno pubblicato un report in cui si fa luce su cinque paesi particolarmente virtuosi in diversi ambiti della sostenibilità, dall’impiego di giovani al biologico. L’Italia riesce a guadagnarsi un meritatissimo primo posto per quanto riguarda le emissioni di CO2, di molto sotto il livello delle coltivazioni tradizionali.

Alimentazione sostenibile

Italia, migliore in europa per emissioni CO2

Lo stivale nostrano vince la medaglia d’oro europea per la ridotta emissione di CO2 in ambito agricolo, circa il 34% in meno rispetto ai metodi di coltivazioni tradizionali. Il risultato è ancora più impressionante se si considera che a livello globale la produzione di anidride carbonica è aumentata di un 20% circa dal 1990. Se si tiene conto poi che entro il 2050 si stima che dovremmo aumentare la produzione mondiale del 70% diventa chiaro come il nostro paese debba riuscire a fare da esempio ai nostri vicini europei.

Francia, in prima linea contro lo spreco alimentare

Ormai lo sappiamo molto bene, lo spreco alimentare è uno dei maggiori problemi del nostro attuale modello produttivo. Ogni anno un terzo dell’intera produzione globale di cibo viene sprecata ancora prima di raggiungere la tavola, qualcosa come 1.3 miliardi di tonnellate di prodotti alimentari che finiscono nella spazzatura. La Francia da questo punto di vista si dimostra la nazione più virtuosa, essendo riuscita ad abbattere lo spreco fino a poco più del 2% lungo tutta la filiera produttiva. Tutto grazie ad una legge innovativa del 2016, che ha reso obbligatorio il riutilizzo di alimenti avanzati ancora commestibili ma non venduti, una tappa obbligata per parlare di alimentazione sostenibile.

Francia, in prima linea contro lo spreco alimentare

Brasile, paradiso per i giovani agricoltori

La FAO considera i giovani come motore d’innovazione anche nel campo dell’agricoltura, un settore che come gli altri ha l’esigenza di trasformarsi in qualcosa di diverso e al passo con i tempi, soprattutto per limitare il proprio impatto sull’ambiente. Eppure in Europa solo il 6% degli agricoltori ha meno di 35 anni. Il Brasile invece mostra un trend completamente diverso, visto che circa un terzo dei suoi contadini non ha ancora compiuto 24 anni. Un approccio «giovane» all’agricoltura che garantirà l’impiego di nuove tecnologie, dai big data ai droni, come vi abbiamo raccontato in questo articolo.

Australia, alimentazione sostenibile grazie al riciclaggio

L’obiettivo australiano è molto complesso: rendere la propria nazione leader mondiale nella gestione dei rifiuti, riducendo gli sprechi alimentari lungo tutta la catena entro il 2020. Il risultato si può già vedere oggi, con un sistema efficiente sia economicamente che ecologicamente, in grado di trasformare in rifiuto effettivo lo 0,66% di tutto il cibo scartato, mentre tutto il resto ritorna riciclato nella filiera sotto diverse spoglie e in altri settori.

Australia, campionessa di riciclaggio

Germania, primo posto per produzione biologica

Oltre il 6% del territorio agricolo tedesco è dedicato alla produzione biologica, dato che potrà non sembrare impressionante ma che surclassa quel 3% di altri paesi come Francia e Inghilterra. Il traguardo per la Germania è però molto più ambizioso: arrivare al 20% in appena qualche anno, soprattutto per venire incontro alla domanda sempre più insistente dei consumatori per questo tipo di prodotti. A questo il paese ha aggiunto delle forti politiche sul reimpiego di acqua in ambito agricolo per abbattere gli sprechi, ottimizzando anche il sistema idrico.

Alimentazione sostenibile, tra i cinque campioni del mondo anche l'Italia

C’è un messaggio molto preciso che si può cogliere dal report dell’associazione: non è il singolo stato, non è una sola iniziativa, non c’è una sola strada. Riuscire ad ottenere una vera alimentazione sostenibile è uno sforzo che deve essere affrontato collettivamente: solo attraverso la collaborazione tra stati, condividendo iniziative e idee, potremo affrontare il prossimo secolo in piena sicurezza alimentare.

Fonti: ansa.it – barillacfn.com – borgenproject.org

Matteo Buonanno Seves

Un giovane laureato in Scienze Gastronomiche con la passione per il giornalismo e il mai noioso mondo del cibo, perennemente impegnato nel tentativo di schivare le solite ricette e recensioni in favore di qualcosa di più originale.