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L’albero più anziano del mondo? Ora potrebbe trovarsi in Cile

Secondo alcuni indizi raccolti da uno scienziato cileno, potrebbe essere un cipresso autoctono del Paese sudamericano l’albero più anziano del mondo.

Manca ancora l’ufficialità, ma qualche buon indizio c’è già. Un cipresso autoctono del Cile potrebbe diventare presto l’albero vivente più anziano del mondo, superando in “vecchiaia” un pino della California che attualmente detiene il record. A indagare sull’età di questo monumento della natura è stato uno scienziato cileno, che ha fatto delle misurazioni sulla pianta. Un’analisi che dovrebbe presto confluire in uno studio in grado di confermare formalmente il primato assoluto.

L’albero più anziano del mondo? Ora potrebbe trovarsi in Cile
Foto: Arnaud Mesureur @Unsplash

È in Cile l’albero più anziano al mondo?

L’albero in questione potrebbe avere ben 5.484 anni ed è conosciuto come Gran Abuelo, in spagnolo il “bisnonno”. Si tratta di un cipresso della Patagonia, noto anche come alerce milenario, che si trova nel Parco nazionale Alerce Costero, a Los Rios. Il diametro del suo tronco misura circa 4 metri. È una conifera nativa del Cile e dell’Argentina che appartiene alla stessa famiglia delle sequoie e delle sequoie giganti. Cresce in maniera estremamente lenta e può raggiungere altezze fino ai 45 metri.

L’ipotesi sull’età da record del Gran Abuelo è del professor Jonathan Barichivich, scienziato del Laboratorio in Scienze del clima e dell’ambiente di Parigi. Nel 2020, ha prelevato un campione dalla pianta facendo un foro sul tronco, anche se non è stato in grado di arrivare fino al suo centro. Poi, grazie a dei modelli informatici, ha elaborato i suoi calcoli tenendo in considerazione fattori ambientali e variazioni casuali per determinare l’anzianità dell’albero.

L’attuale detentore del record

I risultati dell’analisi non sono stati tuttavia ancora confermati. A fine primavera 2022, Barichivich non era ancora riuscito a contare gli anelli del tronco, i segni grazie ai quali si calcola l‘età degli alberi. Solo quando la scoperta sarà ufficializzata con la pubblicazione dello studio su una rivista scientifica, il Gran Abuelo potrà essere incoronato come l’albero vivente più anziano del mondo. Dovesse accadere, supererebbe di oltre 600 anni l’attuale detentore del record, il Pino Matusalemme, pianta di 4.853 con radici in California.

Un tesoro da proteggere

Il ministro dell’Ambiente cileno, Maisa Rojas, che è anche membro del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite (Ipcc) l’ha però già definita una “meravigliosa scoperta scientifica”. Una meraviglia che però va protetta. I visitatori del parco nazionale, segnala Barichivich, possono ancora avvicinarsi al Gran Abuelo e c’è il rischio che lo danneggino. I cambiamenti climatici, poi, stanno rendendo più secca un’area tipicamente umida.

Infine, se si leggono i dati della deforestazione in Cile, non c’è da stare sereni: tra il 1973 e il 2011, oltre 780mila ettari di foreste autoctone sono andate perse e, negli ultimi due decenni, tra i 60 e i 70 mila ettari sono andati distrutti ogni anno.

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Giornalista, ex studente della Scuola di Giornalismo Walter Tobagi. Osservatore attento (e preoccupato) delle questioni ambientali e cacciatore curioso di innovazioni che puntano a risolverle o attenuarne l'impatto. Seguo soprattutto i temi legati all'economia circolare, alla mobilità green, al turismo sostenibile e al mondo food