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Agricoltura: meno nutrienti nelle colture a causa degli alti livelli di CO2

Un nuovo studio ha mostrato che quando i livelli di CO2 nell’ambiente aumentano la quantità di nutrienti presenti in vegetali e colture diminuisce.

Sul pianeta le emissioni di CO2 sono a livelli troppo elevati e un recente studio ha mostrato che ciò ha un impatto anche sulle colture. Il lavoro, pubblicato in Trends in Plant Science, ha, infatti, provato che in molti vegetali la concentrazione di nutrienti diminuisce e ha cercato di comprendere le cause del fenomeno. A preoccupare sono ora le conseguenze per umanità ed ecosistemi.

colture CO2
Foto: KRiemer @Pixabay

Lo studio

A indagare su come alti livelli di CO2 possano danneggiare le colture ci ha pensato un team dell’Institute for Plant Science di Montpellier. Le piante utilizzano l’anidride carbonica, insieme alla luce solare e all’acqua, per eseguire la fotosintesi. Tempo fa si riteneva che un aumento della concentrazione di CO2 nell’ambiente favorisse, dunque, i vegetali, ma oggi è chiaro che non è così. Con la fotosintesi le piante producono, infatti, gli zuccheri, ma non i minerali, che vengono assorbiti attraverso le radici. Tramite un lavoro di revisione di studi basati sulla raccolta dati e sull’esecuzione di esprimenti, il nuovo lavoro ha provato che in vegetali esposti a significativi livelli di emissioni, la concentrazione di questi ultimi diminuisce. Il fenomeno colpisce anche colture fondamentali per il sostentamento umano.

CO2 e colture

Gli scienziati hanno indagato sul fenomeno, cercandone le cause. Sono state, così, considerate 4 ipotesi. Hanno assunto, in primis, che il calo di nutrienti fosse dovuto a un aumento della biomassa o a una chiusura/ostruzione parziale degli stomi. Il team ha, poi, considerato come cause dei malfunzionamenti genetici che impedissero le reazioni che trasformano i nitrati in azoto utilizzabile nella sintesi delle proteine o che influissero sui meccanismi di assorbimento. Il lavoro definisce la dinamica come il risultato di una concomitanza di fattori, ma attribuisce agli ultimi due scenari più peso. Ciò che preoccupa gli esperti è, comunque, il fatto che alti livelli di CO2 portino allo sviluppo di colture in cui le quantità di azoto, fosforo e ferro appaiono ridotte anche del 30%.

Le conseguenze

Il fatto che alti livelli di CO2 nell’ambiente siano in grado di influenzare la quantità di nutrienti contenuti nelle colture appare significativo. Dei vegetali poveri di minerali sono un problema per gli ecosistemi, poiché alterano gli equilibri della catena alimentare. Il rischio è, poi, l’innescarsi di un circolo vizioso. Piante prive delle necessarie sostanze nutritive potrebbero, infatti, sequestrare meno anidride carbonica e ciò alimenterebbe il riscaldamento globale. A essere a rischio è, poi, il sistema alimentare. Nei Paesi in via di sviluppo la popolazione, già costretta a una dieta povera di proteine, potrebbe scontrarsi con ulteriori mancanze. 2 miliardi di persone nel mondo soffrono, inoltre, oggi di carenza di ferro e i dati appaiono destinati a peggiorare.

Comprendere come i livelli di CO2 influenzino la concentrazione di nutrienti all’interno delle colture deve essere considerata una priorità. Gli scienziati sono pronti a continuare nella ricerca, nella speranza di trovare soluzioni. L’ingegneria genetica appare una risorsa da non trascurare. Gli esperti avvertono, però, che una diminuzione delle emissioni rappresenta l’unica efficace strategia a lungo termine.

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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.