AmbienteAttualità

Agricoltura: il sistema per trasformare urina umana in fertilizzante per i campi

Le pratiche intensive hanno diminuito la presenza di azoto e fosforo nel suolo, due elementi fondamentali che si trovano in abbondanza nell’urina.

La scarsa sostenibilità della produzione del cibo che mangiamo ha un grande impatto sull’ambiente. L’agricoltura intensiva ha molte di queste colpe. Tra le conseguenze più evidenti, c’è la forte influenza sui cicli naturali di due elementi chimici fondamentali per  le coltivazioni: azoto e fosforo. È dalla loro presenza nel suolo che dipende la redditività dei terreni coltivati. Non a caso sono sfruttati per realizzare fertilizzanti industriali, produzione che tuttavia genera alti livelli di inquinamento. Come risolvere il problema? Un gruppo di ricercatori della Swedish University of Agricultural Sciences ha trovato il modo di trasformare l’urina dell’uomo in un fertilizzante naturale solido.

Urina umana fertilizzante

Una miniera di nutrienti

Con l’urina, infatti, eliminiamo ogni giorno una grande quantità di nutrienti che il nostro organismo non riesce più ad assorbire perché già “sazio”. Tra questi ci sono anche l’azoto e il fosforo. Dall’analisi delle acque emerge che la frazione più ricca di nutrienti trasportata dalle acque reflue è proprio l’urina: sebbene costituiscano solo l’1 percento del volume totale, contengono l’80 percento dell’azoto e il 50 percento del fosforo. Questa miniera di nutrienti nello scarto fisiologico ha attirato l’attenzione dei ricercatori.

Il passaggio chiave per separare la parte nutriente dal resto delle acque è rappresentato dalla variazione dei livelli di pH dell’urina. Rendendola alcalina, l’urea, il composto chimico più ricco di azoto di tutto il liquido, non evapora trasformandosi in ammonio come avviene di solito nel sistema di riciclo delle acque reflue. Grazie a questa vera e propria scoperta, è stato messo a punto un processo che riduce il volume dell’urina e lo straforma in un prodotto solido.

La trasformazione in fertilizzante

Il sistema è stato chiamato disidratazione alcalina dell’urina. Nel concreto, consiste nel raccogliere l’urina espulsa nei classici wc o in toilette studiate per lo scopo e incanalarla verso un essiccatore contenente un agente alcalino, come il calcio o l’idrossido di magnesio. Questo agente muta il Ph dell’urina e fa evaporare l’acqua rimanente lasciando solo i nutrienti che andranno a formare il fertilizzante. Il prodotto finale ha la forma di piccole scaglie di colore scuro ed è costituito dal 10 percento di azoto, dall’1 percento di fosforo e dal 4 percento di potassio, una combinazione simile a quella presente in molti concimi minerali.

Un sistema fai da te

Non è la prima volta che si parla di urina umana come fertilizzante. La novità in questo caso sta nell’individuazione di un sistema permette di utilizzare una più alta concentrazione di urina senza usare grossi volumi di acque reflue. I ricercatori, tuttavia, si sono spinti un po’ più in là, pensando anche a dei sistemi di raccolta e di essicazione fai da te per i bagni delle abitazioni da collocare sotto il wc e ha calcolato i costi per l’agente alcalino per un nucleo familiare (5 dollari all’anno per quattro persone). Un sondaggio rivolto a 3.800 persone in 16 paesi ha rivelato che molti non sarebbero turbati da mangiare cibo coltivato da un fertilizzante del genere. E voi, siete tra questi?

REDAZIONE
Raccontare e spiegare cibo, sostenibilità, natura e salute. Un obiettivo più facile a dirsi che a farsi, ma nella redazione di inNaturale non sono queste le sfide che scoraggiano. Siamo un gruppo di giovani affiatati in cerca del servizio perfetto, pronti a raccontarvi le ultime novità e le storie più particolari.