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L’agricoltura biologica si adatta meglio ai cambiamenti del clima

L’agricoltura biologica si adatta meglio ai cambiamenti del clima

Uno studio rivela che l’agricoltura biologica produce benefici ed è più resiliente della convenzionale anche di fronte al clima estremo

Non diciamo niente di nuovo o di strano se affermiamo che clima e meteo possono avere effetti positivi o negativi sulle rese agricole. Ma agricoltura biologica o convenzionale rispondono in modo uguale o diverso di fronte ai cambiamenti del clima o del meteo locale? I risultati di uno studio americano condotto per 40 anni sembrano aver trovato una risposta a questa domanda: il biologico è più resiliente del convenzionale.

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Foto: Raphael Rychetsky@Unsplash

Farming System Trial: 3 metodi messi a confronto

Il progetto di ricerca si chiama “Farming System Trial”, ed è stato condotto dal Rodale Institute di Kutztown, in Pennsylvania, a partire dal 1981. Nell’arco di 40 anni, lo studio si è concentrato su 12 acri (circa 5 ettari) di coltivazioni di mais e soia, e ha confrontato tre diversi metodi di coltivazione: uno convenzionale, che fa uso di fertilizzanti e pesticidi sintetici; uno biologico, che sfrutta una rotazione di leguminose sia per la fertilizzazione che per la difesa da infestanti; e un terzo sempre biologico, ma con una diversa rotazione di leguminose e che usa anche letame da allevamento per concimare.

Il clima estremo non spaventa l’agricoltura biologica

Il rapporto con i risultati è stato pubblicato nel dicembre 2022. Le rese del biologico si sono rivelate uguali o superiori a quelle del convenzionale, e anzi hanno fatto segnare un +30% rispetto al secondo in casi di clima estremo. La compattazione del suolo è risultata più bassa, e intanto ha fatto crescere la sua biodiversità e la sua biomassa microbica. L’infiltrazione dell’acqua è stata maggiore, e non ha contribuito all’accumulo di tossine nei corsi d’acqua. Ultimo ma non ultimo, i costi operativi del biologico sono stati più bassi del convenzionale.

Secondo i ricercatori, in queste differenze ha giocato molto la salute del suolo. Perché un suolo sano significa prevenzione dell’erosione. Microbioma ricco che protegge le coltivazioni dalle infestanti. E maggior capacità di assorbire e trattenere l’acqua, il che significa meno danni in caso di inondazione e più resistenza in caso di siccità.

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Foto: Sippakorn Yamkasikorn@Pexels

Un risultato che in Italia (e non solo) fa riflettere

Se l’agricoltura biologica risponde in questo modo anche di fronte alle variazioni del clima, si tratta di un risultato che dovrebbe far meditare. In Italia, lo scorso settembre Coldiretti ha pubblicato le sue analisi sui dati dell’osservatorio Copernicus: nel solo 2022, 310 eventi meteo estremi hanno causato agli agricoltori italiani una perdita di € 6 miliardi, che equivale al 10% della produzione agricola nazionale.


Enrico Becchi
Enrico Becchi
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Scrittore, divulgatore scientifico, giornalista. Con quello che scrivo e racconto cerco di rendere le persone consapevoli di sé stesse e del mondo spaziando fra tanti ambiti, fra le scienze naturali e le scienze di frontiera.
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