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Agricoltura biodinamica in Italia: un settore in crescita che spera nei fondi Ue

Con importanti risorse economiche in arrivo da Bruxelles, gli attori del biodinamico italiano chiedono alle istituzioni di investire nelle loro realtà

Anche il mondo dell’agricoltura biodinamica guarda con grande attenzione al Recovery Fund. Dal piano di sostegno economico varato dalla Commissione Europea per aiutare i paesi membri nella ripresa post-pandemia, arriveranno infatti ingenti aiuti al settore agricolo. L’Italia avrà a disposizione 925 milioni di euro a cui si sommano ben 38,7 miliardi dal bilancio Ue 2021-2027. Per sfruttare al meglio queste risorse l’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica italiana (APAB) ha invitato le istituzioni a indirizzarle soprattutto sulle realtà da lei rappresentate.

Agricoltura biodinamica Italia

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Agricoltura italiana sempre più biodinamica

Lo ha fatto in occasione del 36° Convegno Internazionale di agricoltura biodinamica tenutosi il 12 novembre a Palazzo Vecchio, Firenze. In materia di agricoltura biodinamica l’Italia negli ultimi anni ha dimostrato di essere molto avanti rispetto al resto del Vecchio Continente. Ad esempio, le prescrizioni della strategia europea Farm to Fork (strategia della Commissione UE per l’Agroliamentare 2021 – 2027) ricalcano proprio quanto previsto dalle linee guida di Demeter, un’associazione privata di produttori, trasformatori e distributori di prodotti agricoli e alimentari biodinamici che fissa anche il nostro Paese determinati standard di produzione occupandosi di farli rispettare con controlli rigorosi.

Non è un caso che le direttive della Farm to Fork e della strategia Ue sulla biodiversità per il 2030, sono già rispettate appieno dalle aziende biodinamiche, come ha ricordato il presidente di APAB Carlo Triarico. Basti pensare ai principi di economia circolare che le aziende rispettano essendo a ciclo chiuso, ovvero adottando pratiche come il riuso delle sostanze organiche degli animali allevati e l’utilizzo di foraggi auto-prodotti. Oppure della messa al bando dei pesticidi e degli antibiotici, che l’Ue chiede di ridurre del 50 percento entro il 2030. Per la biodiversità, infine, la Commissione propone che il 10 percento dei terreni agricoli sia destinato ad “elementi caratteristici del paesaggio con elevata diversità”, come siepi o colture floreali, requisito già rispettato dalle realtà biodinamiche.


I numeri di un settore su cui puntare

Non sorprende, quindi, che l’Italia presenti una superficie agricola utilizzata (SAU) a biologico di quasi il 16 percento, più della metà rispetto alla media dell’intera Unione Europea. Con oltre il 95 percento di prodotto esportato e 13.309 euro per ettaro di fatturato annuo rispetto ai 3.207 della media nazionale, con una media di 19 addetti ad azienda rispetto alla media italiana delle imprese agroalimentari di soli due addetti, il sistema biodinamico costituisce ora la proposta d’eccellenza per salvare l’economia italiana, insieme alla salute e all’ambiente, in una stagione di crisi come quella che sta vivendo il Paese. Le basi e le competenze per incanalare in maniera efficiente le risorse messe a disposizione da Bruxelles, insomma, ci sono eccome.

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