AmbienteEcologia

Afghanistan, boom di pannelli solari per coltivare l’oppio

La coltivazione dello stupefacente per l'eroina ha avuto un'impennata grazie all'energia pulita: i contadini hanno aumentato la produttività dei terreni.

Anche i coltivatori di oppio dell’Afghanistan si sono accorti dei vantaggi dell’energia solare. Una conferma delle potenzialità di questa rinnovabile che ha però un lato oscuro: l’incremento della produzione di eroina, principale “derivato” dell’oppio. Stupefacente destinato in larga parte ai mercati dei paesi occidentali dove il consumo sta tornando ad aumentare in maniera preoccupante.

pannelli solari oppio

Le ragioni del successo dell’energia solare

Ma cosa ha spinto i coltivatori afgani a puntare sul solare? I motivi principali, come spiega un articolo della BBC che ha indagato sul fenomeno, sono due, strettamente connessi: risparmio a lungo termine e maggiore produttività. Lo schema per far crescere l’oppio è semplice: si perfora il terreno fino a circa 100 metri per arrivare alla falda acquifera e, con una pompa elettrica collegata a un paio di pannelli solari, si alimenta la cisterna per l’irrigazione dei terreni.

Questa svolta tecnologica ha un grande impatto sulle tasche dei contadini. La pompe utilizzate fino a qualche anno fa erano alimentate da generatori a diesel ad alto rischio di guasto causa la commercializzazione di carburante alterato; oltre ai costi per l’alimentazione, anche le riparazioni incidevano quindi sui bilanci. I pannelli solari hanno sì un costo iniziale elevato (in media 7mila dollari con l’acquisto della pompa) ma una volta ammortizzato nell’arco di un paio di anni, le spese praticamente si azzerano.

Questo soprattutto grazie al grande aumento di produttività. Mentre prima, con la precedente tecnica, si otteneva solo un raccolto di oppio all’anno, oggi alcuni coltivatori riescono addirittura ad arrivare a tre raccolti. Ma non è tutto. Riuscendo ad approvvigionarsi di acqua con maggiore continuità, è sempre più facile strappare terreni al deserto e renderli superfici fertili per questo business. L’impennata nella produzione ha raggiunto il suo culmine nel 2017 con 9mila tonnellate di oppio prodotte, nuovo record con cui l’Afghanistan ha consolidato il suo primato mondiale. Una quantità così enorme che il prezzo è crollato causando la diminuzione delle coltivazioni in tutto il Paese. Con un’eccezione: il Sud-ovest del Paese, l’area che ha puntato di più sull’energia solare.

Nel 2019, 5mila delle 6400 tonnellate dello stupefacente sono state raccolte qui. Nella valle di Helmand sono stati contati 67mila pannelli solari. Dal 2012 al 2018 l’estensione dei campi di oppio qui è raddoppiata: da 157mila ettari a 317mila ettari toccando quota 344mila nel 2019.

Affari sporchi con l’energia pulita

Secondo lo United Nations Office on Drugs and Crime (Unodc) l’80 per cento dell’oppio afgano arriva proprio dal Sud-ovest del Paese convertito al solare. Si parla di circa due terzi dell’intera fornitura globale. Un’esplosione allarmante che potrebbe inondare il mercato di grandi quantitativi di eroina. E, in un momento di crisi economica causata dalla pandemia, c’è il rischio che la domanda aumenti. Grossi affari sporchi con l’energia pulita.

REDAZIONE
Raccontare e spiegare cibo, sostenibilità, natura e salute. Un obiettivo più facile a dirsi che a farsi, ma nella redazione di inNaturale non sono queste le sfide che scoraggiano. Siamo un gruppo di giovani affiatati in cerca del servizio perfetto, pronti a raccontarvi le ultime novità e le storie più particolari.