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Celiachia: 400.000 i malati inconsapevoli in Italia, trend in crescita e boom del mercato dei prodotti Gluten-free

Parliamo dell'1% della popolazione a livello nazionale e globale, con un mercato connesso sempre più fiorente e in costante crescita

Sintomi e cause

La celiachia è una infiammazione cronica dell’intestino tenue dovuta all’assunzione di glutine, complesso proteico che conferisce la tipica elasticità agli impasti di pasta e pizza, in persone geneticamente predisposte. Questa malattia è caratterizzata da un pool di sintomi estremamente variabile: dalla diarrea profusa con marcato dimagrimento, dovuto all’annullamento delle capacita di assimilazione dei nutrienti dell’intestino, a sintomi extraintestinali come le dermatiti.  Spesso i soggetti affetti dalla malattia presentano stanchezza e spossamento post-prandiale causato dalla difficoltà o impossibilità dell’intestino a digerire alimenti che contengono glutine.

Il fenomeno tra numeri e mercato

«Il glutine è alla base della nostra alimentazione da 6mila anni», riferisce il professor Antonio Gasbarrini, ordinario di gastroenterologia all’Università Cattolica di Roma, «ma da circa un secolo, forse per via della maggiore varietà di farine consumate, assistiamo a un aumento delle patologie da glutine». Secondo le stime pubblicate dal Ministero della Salute, la celiachia colpisce circa l’1% della popolazione su scala nazionale e mondiale. I dati epidemiologici dimostrano che il numero di casi diagnosticati in Italia si aggiri intorno ai 170.000 ed un numero di celiaci inconsapevoli che supera i 400.000 individui, con un trend in costante crescita.

Il mercato dei prodotti Gluten-free sembra non conoscere crisi, nonostante il glutine sia la proteina più consumata al mondo, le grandi aziende del settore agroalimentare sono sempre più sensibili verso questa nicchia di mercato. Lo dimostra la crescita di 57 punti percentuali registrata dall’agenzia Nielsen, secondo cui tale tendenza sarebbe dovuta al fatto che un numero sempre maggiore di industrie alimentari abbia cominciato a produrre alimenti compatibili alla dieta celiaca. Forse per l’aumento delle diagnosi o  per una moda lanciata dai guru del mangiar bene i consumi di questi generi alimentari hanno subito un’impennata che garantisce al settore dei cibi senza glutine un giro di affari per centinaia di milioni di euro che ogni anno si dimostra in crescita.

Gli eroi del popolo celiaco

Associazioni come l’AIC (Associazione Italiana Celiaci) si impegnano da anni per migliorare la qualità della vita di soggetti affetti da celiachia: sensibilizzando persone ed istituzioni sull’argomento e promuovendo la ricerca scientifica in tutti i settori inerenti.  É grazie alla loro dedizione che oggi scuole, ospedali e mense di strutture pubbliche sono obbligate a somministrare alimenti senza glutine previa richiesta e che lo stato elargisca contributi per facilitare l’acquisto di prodotti certificati. Senza l’impegno pluritrentennale dell’AIC il ‘problema celiachia’ non sarebbe mai arrivato sulle scrivanie del Ministero della Sanità ed è proprio grazie a loro che chi scopre di essere celiaco può non sentirsi solo.

Fonti: D.Repubblica – Celiachia- Megliosenzaglutine

Le informazioni contenute in questo articolo sono da intendersi a puro scopo informativo e divulgativo e non devono essere intese in alcun modo come diagnosi, prognosi o terapie da sostituirsi a quelle farmacologiche eventualmente in atto. In nessun caso sostituiscono la consulenza medica specialistica. L’autore ed il sito declinano ogni responsabilità rispetto ad eventuali reazione indesiderate.

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