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4 motivi per cui ripristinare la natura è l’impresa più importante dei nostri tempi

Nel 2021 avrà inizio il Decennio dell'ONU per il Ripristino dell'Ecosistema. Con gli ecosistemi sempre più in stato di degrado, è necessario un cambiamento

La rovina dell’ecosistema terrestre è un fenomeno globale. Si stima che entro il 2050, il 95 percento delle terre sarà in uno stato di degrado e che 24 miliardi di tonnellate di suolo sono già state impoverite da pratiche agricole insostenibile. Tutto questo sta causando la progressiva perdita delle funzioni dell’ecosistema fondamentali per la vita sul pianeta, come i cicli dei nutrienti e la regolazione climatica.

Ripristino biodiversità

I motivi per cui la sfida è importante

A livello concreto, tuttavia, poche sono state le azioni concrete, in particolare da parte dei Paesi più potenti per invertire la tendenza. In vista dell’inizio del Decennio dell’ONU per il Ripristino dell’Ecosistema nel 2021, il ricercatore dell’Universitá di Sheffield Jake M. Robinson propone su The Conversation quattro ragioni per cui curare la natura è al momento l’impresa più importante dei nostri tempi.

1. Suoli sani sostengono la vita sulla Terra

Il nostro sistema alimentare è strettamente collegato alla buona salute dei terreni. Il ripristino di piante, coltivazioni e foreste dipende quindi dalla rigenerazione dei suoli degradati. Per avere successo questo processo deve a sua volta recuperare le complesse relazioni con la marea di microbi esistenti in natura, inclusi i funghi, i batteri e i virus. Sono essenziali per la crescita delle piante e per la protezione contro le malattie. In questo modo non solo si riuscirebbe a proteggere l’ecosistema, ma anche a mettere in sicurezza le fonti del nostro cibo. Una missione importante non solo per noi umani ma anche per la sopravvivenza di piante e animali.

2. Il nostro rapporto con la natura sta fallendo

Il progressivo indebolimento dell’ecosistema sta compromettendo la nostra relazione con la natura. Si sta diffondendo infatti un’incapacità di reagire ai cambiamenti negativi che vediamo, un fenomeno conosciuto come shifting baseline syndrome: in pratica, più vediamo che la situazione peggiora, più ci rassegniamo. In futuro sarà importante ritrovare una connessione emotiva con la natura. Sentendoci più legati ad essa, troveremo più automatico agire per tutelarla e affrontare la crisi ecologica e climatica attualmente in atto.

3. La cultura e le conoscenze indigene stanno scomparendo

La cultura delle popolazioni indigene è strettamente collegata alla terra. Di conseguenza, il declino degli ecosistemi si sta riflettendo nella perdita di tutto il loro patrimonio, dalle tradizioni alle lingue. Conoscenze che sono spesso iper-localizzate e che hanno avuto un’evoluzione durata migliaia di anni. Un bagaglio fondamentale per la salvaguardia di molti ecosistemi e dei mezzi di sostentamento di molte comunità in tutto il mondo.

4. La salute dell’umanità dipende dalla salute dell’ecosistema

L’attuale pandemia da Covid-19 è la drammatica dimostrazione che abbiamo la necessità di ripristinare i nostri habitat e la biodiversità. Il degrado degli ecosistemi può contribuire infatti a far emergere e favorire la diffusione di nuovi virus pericolosi. Il ripristino dei microbiomi dell’ambiente, ovvero le comunità di microbi che abitano un determinato luogo, attraverso la riforestazione potrebbe avere un impatto positivo importante sul nostro sistema immunitario.

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