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Vita da lupo, tra falsi miti e pericoli

Vita da lupo, tra falsi miti e pericoli

Quando parliamo di lupo dovremmo pensare ad una specie protetta, indispensabile negli equilibri naturali, un animale capace di creare una comunità di simili in modo organizzato. Forse è il momento di rivalutarlo.

Da sempre il lupo, Canis lupus Linnaeus, viene associato alla malvagità, alla cattiveria, alla supremazia, basti pensare al classico dei fratelli Grimm, Cappuccetto Rosso. Se si supera però l'immaginario collettivo e i facili pregiudizi – spesso frutto di spiacevoli esperienze umane – il lupo nasconde alcuni tratti che lo rendono molto meno malvagio di quel che sembra.

Il lupo

Innanzitutto, come numerose specie animali, l'atteggiamento del predatore è quello di essere schivo ed elusivo, preferendo stare lontano dalle attività dell'uomo e rimanendo nell’habitat che gli è proprio. La sua grande adattabilità all'interno dell'ecosistema fa sì che il lupo svolga il compito di selettore naturale: controlla la dimensione delle popolazioni delle sue prede ed elimina le carcasse degli animali morti per cause naturali.

Si nutre di cinghiali, cervi, caprioli, camosci, lepri e piccoli roditori; rientrano nella sua dieta anche animali domestici: pecore, puledri, vitelli. La sua comparsa in zone abitate dall'uomo è quindi legata alla necessità di provvedere ai bisogni del branco. Si intuisce come il lupo sia un animale sociale, uno di quelli che hanno bisogno della vita in comunità e della forza del gruppo per sopravvivere.

La vita in branco

Contrariamente al mito del «lupo solitario», l'animale lega la sua sopravvivenza alla vita del branco, esistendo in funzione di esso. Nel branco si difende il territorio, si caccia, ci si accoppia e si alleva la prole. Compiti che consentono a tutto il gruppo – in Italia in media dai 3 ai 7 lupi – di beneficiarne. Tuttavia all’interno di questo esiste una gerarchia sociale ben definita. Al vertice si trova una coppia dominante – alfail maschio e la femmina al comando; sono gli unici del branco a riprodursi, per garantire la sopravvivenza della specie tramite la trasmissione dei geni degli individui più forti. Sono anche coloro ad avere il privilegio di nutrirsi per primi, assieme alla cucciolata.

La struttura sociale si chiude con un lupo o una coppia successiva in importanza – beta – fino ad arrivare a quelli di rango inferiore – omega – gli ultimi a mangiare poco considerati dal branco. Per motivi di sopravvivenza il lupo in definitiva tende a ricercare la vita di gruppo. Tutto viene svolto in cooperazione. È una caratteristica così determinante per il lupo che, nella caccia, nel caso manchi il numero di compagni per assicurarne il buon esito, si rinuncia alla preda.

Specie protetta

Nonostante il lupo sia un predatore prudente e svolga un compito importante nel suo ambiente naturale, ancora oggi il senso comune porta l'uomo a compiere gesti brutali nei suoi confronti. Secondo il WWF, in Italia al giorno d'oggi esistono circa 1600 esemplari, distribuiti principalmente nella zona appenninica. Ogni anno sono circa 300 i lupi che muoiono per mano dei bracconieri; 1 su 2 muore a causa di lacci, trappole, esche avvelenate e colpi d'arma da fuoco.

Le conseguenze possono essere ancora più dannose: con l’uccisione di uno dei membri dominanti del branco avviene la «destrutturazione» del gruppo stesso. Così i lupi rimanenti, avendo perso la capacità organizzativa di catturare prede selvatiche, sono costretti a ricercare cibo di più facile reperimento come gli animali domestici. E quindi, in altre parole, spingersi fino al contatto umano. Per questo motivo, il lupo viene considerato come «specie particolarmente protetta» dal 1992. E il fenomeno spinto del bracconaggio ha portato ad una discussione in Conferenza Stato Regioni attraverso un Piano di gestione e conservazione del lupo in Italia.


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Jacopo Orlo
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Studente di Giornalismo, la mia passione è tutto ciò che riguarda il mondo dell'intrattenimento: cinema, fumetti, serie tv, videogiochi. Alla ricerca di cose nuove e stimolanti che possano essere condivise con chi nutre le mie stesse passioni.
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