AnimaliScienza

Uccelli: il rumore del traffico rallenta le loro capacità di apprendimento

Uno studio ha provato che l’inquinamento acustico interferisce sulle abilità cognitive dei volatili. Ma il problema riguarda anche insetti come i grilli.

Noi esseri umani non siamo gli unici ad andare nel panico quando siamo in mezzo al traffico. Il rumore dei motori delle auto e il suono dei clacson provocano confusione anche nella testa degli uccelli canterini. In particolare, interferiscono sulle loro capacità di apprendimento, rendendoli in alcuni casi due volte più lenti ad acquisire certe abilità. È quanto ha dimostrato uno studio pubblicato sulla rivista Proceedings of the Royal Society B.

Uno studio ha dimostrato che il rumore del traffico rallenta le capacità di apprendimento degli uccelli

Interferenze problematiche

Gli autori hanno riferito all’agenzia AFP che si tratta del primo lavoro che dimostra l’impatto dell’inquinamento acustico sulle capacità cognitive degli animali. I risultati sono stati ottenuti studiando il comportamento di alcuni esemplari di diamante mandarino, facendo loro replicare i processi di ricerca del cibo all’interno di una speciale gabbia e isolando ogni individuo testato dagli altri. Tra le “missioni” assegnate, c’erano l’individuazione del cibo nascosto sotto coperchi simili a foglie o all’interno di un cilindro.

I risultati

I compiti sono stati svolti in due condizioni acustiche: senza rumore e con la riproduzione in sottofondo di una registrazione della confusione del traffico tipico in un’area semirurale. In questa seconda situazione, i ricercatori hanno registrato difficoltà maggiori nel raggiungere l’obiettivo. “In alcuni casi – ha spiegato il professore della Pacific University Christopher Templeton, coautore dello studio – abbiamo osservato che gli animali ci mettevano più del doppio del tempo per apprendere nuove capacità quando sentivano il rumore del traffico riprodotto a livelli normali di volume”.

“Ad esempio, per imparare la posizione della ricompensa in cibo, gli uccellini del gruppo di controllo hanno fatto nove tentativi, mentre quelli esposti al rumore ne hanno fatti in media 18 per acquisire alcune abilità. Tra gli altri compiti fatti svolgere agli uccellini, c’erano il controllo degli impulsi, la distinzione tra diversi colori mostrati e l’apprendimento da altri simili. L’unica capacità a non risentire del rumore del traffico è stata quella di associare un colore alla ricompensa. “Questo ha implicazioni significative su come gli uccelli riescono a cavarsela nel corso della loro vita”, ha aggiunto l’autore dello studio.

Un problema più esteso

Il problema, tuttavia, non è limitato solo ai volatili, ma affligge anche gli insetti. Un altro studio, pubblicato su Behavioral Ecology, ha dimostrato che anche i grilli bimaculati soffrono questo disturbo sonoro. Nello specifico, rende più complicato l’accoppiamento in quanto abbassa la qualità del canto dei maschi, performance fondamentale per loro per attirare una femmina con cui procreare.

Non è solo il caos del traffico a interferire con le vite degli animali. Più in generale, sono tutti i rumori dell’uomo a disturbarli. A provarlo è stata la ricomparsa di alcune specie in molte città rimaste silenziose e tranquille per effetto dei lockdown imposti per la pandemia. Ma anche alcune conseguenze positive su quelle che ci vivevano già. Alcuni scienziati hanno constatato ad esempio che il canto del passero corona bianca a San Francisco è migliorato, risultando più attrattivo verso le femmine nel periodo in cui l’area è finita in zona rossa. Insomma, la quiete non aiuta solo noi.

blank
Giornalista, ex studente della Scuola di Giornalismo Walter Tobagi. Osservatore attento (e preoccupato) delle questioni ambientali e cacciatore curioso di innovazioni che puntano a risolverle o attenuarne l'impatto. Seguo soprattutto i temi legati all'economia circolare, alla mobilità green, al turismo sostenibile e al mondo food