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Troppe città costiere stanno affondando: l’allarme di un report

Troppe città costiere stanno affondando: l’allarme di un report

Uno studio ha mostrato che molte città costiere densamente popolate stanno affondando più velocemente del previsto

Nelle città costiere del mondo a suonare è ben più di un campanello d’allarme. Uno studio pubblicato in Nature Sustinability ha, infatti, mostrato che molte metropoli a ridosso di mari e oceani stanno sprofondando rapidamente a causa dei fenomeni di subsidenza e dell’impatto del riscaldamento globale. Le realtà più a rischio si trovano in Asia e a preoccupare è il futuro di milioni di persone.

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Foto: Simon @Pixabay

Lo studio

A dare l’allarme sulle città costiere ci ha pensato uno studio condotto da un team della Nanyang Technological University di Singapore. I ricercatori si sono concentrati sulla velocità di subsidenza di 48 metropoli con una popolazione di almeno 5 milioni di abitanti. Per documentare il fenomeno gli scienziati si sono serviti di rilevazioni satellitari raccolte tra il 2014 e il 2020. Il lavoro si è dimostrato innovativo. Esso ha, infatti, posto come centrale una questione spesso considerata marginale. Le ricerche si concentrano, infatti, spesso sull’innalzamento del livello dei mari dovuto al clima, trascurando i dati relativi alla subsidenza. I rilievi mostrano, però, che il primo procede a una media di 3.7 mm all’anno, mentre la velocità di sprofondamento delle città costiere risulta molto più elevata.

Allarme città costiere

Il nuovo studio ha mostrato che la situazione delle città costiere è da allarme. È stato, infatti, rilevato che 44 delle 48 metropoli analizzate stanno sprofondando più rapidamente di quanto i mari stiano salendo. La velocità di subsidenza varia da luogo a luogo, ma l’Asia vive la situazione peggiore. Il triste primato spetta, così, a Ho Chi Minh in Vietnam, che si abbassa ogni anno di una media di 16.2 mm. Tianjin in Cina, Ahmedabad in India e Giacarta in Indonesia, presentano persino parti che sprofondano a una velocità di 20 mm all’anno. Secondo le stime entro il 2030 persino Rio de Janeiro potrebbe vedere 2 km2 del proprio territorio sommersi dall’acqua, senza interventi.

Cosa sta succedendo

Le città costiere stanno affondando per ragioni ben precise. L’innalzamento dei mari aggrava il quadro ma, come visto, non può essere considerato, a fronte dei dati, la principale problematica. A causare l’allarme è in molti casi, la struttura stessa delle metropoli. Dove la popolazione è cresciuta molto velocemente, la necessità di attingere dalle falde acquifere si è fatta sempre più pressante. Nei luoghi in cui i lavori sono stati condotti in modo sregolato i sedimenti, asciutti, si sono compattati, dando il via al collasso. Queste dinamiche hanno caratterizzato lo sviluppo di diverse città economicamente svantaggiate. Intervenire per migliorare l’urbanistica e impedire che la situazione degeneri dovrebbe ora rappresentare per le autorità una priorità.

Sottovalutare l’allarme dato dal nuovo studio sulla situazione delle città costiere non è una buona idea. Oggi il 20% della popolazione mondiale risiede in metropoli vicine alla costa. Secondo l’Intergovernmental Panel on Climate Change senza cambiamenti significativi c’è il rischio concreto che entro il 2050 più di un miliardo di persone vedano l’acqua minacciare seriamente le loro case.


Alice Facchini
Alice Facchini
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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.
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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.
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