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Mercurio nella Fossa delle Marianne a 11.000 metri di profondità

Secondo nuove ricerche l’inquinamento da mercurio degli oceani non si limita solo alle prime centinaia di metri di profondità

Tracce di mercurio sono state trovate nella Fossa delle Marianne. La Fossa delle Marianne è il punto più profondo finora rilevato nell’oceano.

Questo luogo si trova nell’Oceano Pacifico tra il Giappone, le Filippine e la Nuova Guinea. La fossa oceanica, secondo le ultime rilevazioni, ha una profondità di circa 11 chilometri ed è senza dubbio uno dei posti meno accessibili della Terra.

Trovate tracce di mercurio nei fondali oceanici

Secondo nuove ricerche nella Fossa delle Marianne sono state trovate tracce di mercurio. Il mercurio è un metallo che a temperatura ambiente rimane liquido e che è altamente tossico sia per l’uomo che per l’ambiente.


Molti studi hanno già ampiamente dimostrato il grande problema dell’inquinamento di mercurio degli oceani. Infatti, vari studi hanno dimostrato che il metilmercurio è purtroppo sempre più presente nei tessuti dei pesci e in quelli dei crostacei.

Nuove ricerche condotte dall’Università di Tianjin in Cina e dall’Università del Michigan negli Stati Uniti hanno concentrato nuove approfondite analisi proprio nella Fossa della Marianne e i risultati sono stati a dir poco preoccupanti.

Fino ad oggi, infatti, si credeva che il mercurio potesse accumularsi nei tessuti delle forme di vita marine che vivono nelle prime centinaia di metri di profondità dalla superficie dell’oceano, ma questo studio ha rivelato la triste realtà.

Nei fondali oceanici, secondo i risultati della ricerca, è presente il mercurio che a livello chimico è assolutamente compatibile con quello rilevato nelle prime centinaia di metri di profondità dell’oceano.

Gli scienziati hanno comunque specificato che il mercurio sui fondali oceanici potrebbe anche non essere tutto proveniente dall’attività dell’uomo ma, visto il grande numero di vulcani sottomarini ubicati in prossimità della Fossa delle Marianne, potrebbe anche essere mercurio proveniente dalle eruzioni vulcaniche sottomarine.

Grazie a queste nuove ricerche ancora una volta appare chiaro che non esista posto della Terra che non sia stato contaminato dall’inquinamento dell’uomo. Sia sulla superficie dei ghiacciai che negli abissi oceanici il pianeta Terra è inquinato.

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