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Strategia per salvare i leoni: l’aiuto potrebbe essere il fuoco

Salvare i leoni appare una corsa contro il tempo, ma alcuni scienziati sembrano aver trovato una strada. L’arma determinante potrebbero essere gli incendi.

Scienziati e ambientalisti cercano da tempo una strategia per salvare i leoni. La situazione è complicata e le minacce alla loro sopravvivenza sono molte. Arginarle non è semplice, ma un nuovo studio, ancora in fase preliminare, apre importanti prospettive. Incendi controllati e riduzione delle emissioni sono gli elementi chiave del piano. Le perplessità non mancano, ma gli esperti restano ottimisti.

Salvare i leoni

La situazione:

Trovare una strategia per salvare i leoni non è semplice. Molti vivono in Africa, ma, ad oggi, nel continente ne restano 20.000 esemplari. Secondo l’International Union for Conservation of Nature tra il 1993 e il 2014 il calo globale è stato del 43%. A minacciare la specie è soprattutto il bracconaggio, dovuto al commercio di carne di animali selvatici. I cacciatori decimano gli erbivori, fonte di cibo per i leoni, e talvolta uccidono anche questi ultimi. I felini vengono, poi, spesso, ritenuti ingiustamente responsabili per le stragi di bestiame e vengono uccisi per rappresaglia. Aumentare i controlli o costruire barriere è troppo costoso e quindi impossibile.

Il nuovo studio:

Per salvare i leoni un team di scienziati guidato da Tim Tear ha puntato sul fuoco. Ispirandosi alle pratiche indigene i ricercatori hanno suggerito di scatenare incendi controllati all’inizio della stagione secca, per bruciare la vegetazione infiammabile. Lo scopo sarebbe prevenire gli incendi disastrosi di fine stagione, diminuendo, così le emissioni e aumentando l’assorbimento di carbonio del suolo. Secondo il nuovo paper sul mercato del carbonio ciò potrebbe fruttare a ogni zona protetta africana tra 1,5 e 44 milioni di dollari, in base all’estensione. Tear ha spiegato che questi fondi potrebbero essere determinanti per leoni, biodiversità e rigenerazione degli ecosistemi, soprattutto se integrati con programmi educativi per i locali.

Perplessità:

La nuova strategia per salvare i leoni è basata sui precedenti australiani. Lì i programmi di controllo del fuoco hanno infatti permesso di tagliare 14 milioni di tonnellate di CO2 in 8 anni e mezzo. Jeremy Russell-Smith della Charles Darwin University non è però sicuro che i successi siano replicabili in un ambiente così diverso. Si è poi detto scettico sulle possibilità di assorbimento di carbonio del povero terreno della Riserva del Niassa, dimora di molti dei leoni africani. Secondo Mark Ritchie, biologo, il suolo africano ha grandi potenzialità. Guidando un programma sul sequestro di carbonio in Kenya ha mostrato che strategie come la rotazione delle aree di pascolo del bestiame possono rivelarsi determinanti.

Il tempo per salvare i leoni sembra essere quasi scaduto. Natasha Ribeiro, coautrice dello studio, ha spiegato che il loro habitat continua a restringersi. Un programma che permetta di proteggerli, rallentando anche il cambiamento climatico potrebbe essere la miglior soluzione. Pensare al Re della Savana portato allo stremo dall’uomo fa riflettere. Il Cerchio della Vita, forse, non è più quello che ricordiamo.

REDAZIONE
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