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Strage di elefanti in Botswana: l’acqua ne uccide a centinaia

Le autorità cercano la causa della morte di centinaia di elefanti in Botswana. Il colpevole sembra un batterio, ma gli ambientalisti vogliono più risposte.

Gli elefanti vivono sulla terra da milioni di anni. L’Africa ne ospita circa 400 mila e un terzo si trova in Botswana. Negli scorsi mesi molti elefanti in Botswana sono misteriosamente morti e il governo ha avviato un’indagine. Il colpevole sembra essere stato individuato nel cianobatterio, ma le dinamiche sono ancora incerte. Gli ambientalisti, non soddisfatti dalla spiegazione, sollevano altre ipotesi.

Elefanti Botswana

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Strage e indagine:

Tra aprile e giugno sono morti 330 elefanti in Botswana. Le zone in cui sono stati trovate le carcasse è quella del delta dell’Okavango, che ospita circa il 10% degli elefanti dello stato. Le autorità hanno avviato un’indagine. Dopo l’analisi di vari campioni a essere indicato come responsabile delle morti è il cianobatterio. Si tratta di un microorganismo che, in determinate condizioni, po’ produrre neurotossine letali. Il batterio, anche chiamato alga azzurro-verde, deve il suo nome alla caratteristica colorazione azzurra assunta dall’acqua in sua presenza. Le morti si sono interrotte con l’inizio del periodo di secca delle pozze.


La dinamica:

Le autorità stano cercando di capire quali fattori abbiano determinato la produzione di neurotossine e perché a farne le spese siano stati solo gli elefanti. Il cianobatterio è presente in molti ambienti e in condizioni normali non risulta pericoloso. A favorirne l’elevata concentrazione, nociva, contribuisce l’aumento di temperatura dell’acqua. Le temperature dell’Africa meridionale crescono a una velocità doppia rispetto al resto del mondo. Il cambiamento climatico, dunque, sembra il principale problema. Gli elefanti in Botswana, poi, sarebbero stati le uniche vittime a causa della loro capacità di bere ben al di sotto della superficie. Anche la quantità di acqua ingerita avrebbe fatto la differenza.

Ipotesi degli ambientalisti:

Gli ambientalisti non sembrano trovare sufficienti le riposte del governo. Keith Lindsay, biologa, ha affermato che i dati condivisi non sono esaustivi. Secondo lei la peculiarità degli elefanti rispetto ad altri animali risiede nel fatto che questi cercano cibo nei campi locali, devastandoli.  Viene sostenuto, quindi, che le pozze d’acqua siano state avvelenate di proposito. Inoltre l’anno scorso la legge che vietava la caccia agli elefanti è stata abolita. Questo ha dato nuova linfa ai feroci bracconieri di avorio. Cyril Taolo, vicedirettore dei parchi nazionali ha affermato che la causa umana è esclusa. Le zanne degli elefanti morti erano intatte, quindi i bracconieri sono stati scagionati.

Gli elefanti in Botswana sono numerosi ma rientrano nelle specie “Vulnerabili” e devono essere tutelati. L’uomo non ha probabilmente ucciso i 330 esemplari, ma questo non lo rende meno responsabile. Il cambiamento climatico pesa sulla coscienza dell’umanità. La vicenda degli elefanti e del cianobatterio, ci deve ricordare che ogni azione può avere conseguenze inaspettate.

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