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La spazzatura dell’Uomo ora è anche su Marte

Il rover della NASA Perseverance ha trovato spazzatura umana su Marte identificando frammenti di rivestimento termico.

Invece di tracce di vita extraterrestre, su Marte il rover della NASA Perseverance ha trovato qualcosa di decisamente molto terrestre: spazzatura. Non si tratta ancora di grossi sacchi neri carichi d’immondizia ma, prima ancora che il genere umano abbia messo piede sul pianeta rosso, pare che la nostra abitudine di disseminare rifiuti nell’ambiente ci abbia preceduto.

spazzatura marte
Foto: detriti su Marte @NASA / JPL-Caltech

Spazzatura su Marte

A dare l’annuncio della non proprio eccitante scoperta proprio lo stesso rover nel suo personale account twitter gestito dalla NASA: “Il mio team ha rinvenuto qualcosa di inaspettato” ha twittato Perseverance “un pezzo del mio rivestimento termico, che pensiamo possa essersi staccato durante la fase di discesa nel 2021”. La sonda spaziale era atterrata su Marte nel febbraio 2021 e da allora sta esplorando con cautela i dintorni del cratere Jezero in certa di tracce di vita extraterrestre. Niente alieni fino ad ora, solo rocce e spazzatura terrestre. Il materiale sarebbe stato identificato come parte del rivestimento utilizzato per consentire al rover di resistere alle altissime temperature dovute all’ingresso nell’atmosfera marziana.

Non l’unica spazzatura terrestre sul pianeta rosso

A sorprendere gli scienziati sulla Terra non è stata solo la presenza del detrito ma anche la sua distanza dal punto di atterraggio del rover. Il pezzo di rivestimento infatti è stato rinvenuto a circa 2km di distanza, incastrato tra alcune rocce. Gli scienziati stanno cercando di terminare se il pezzo sia atterrato direttamente in quella posizione oppure se vi sia stato trascinato dai venti marziani. Non si tratta tuttavia dell’unica “spazzatura” lasciata dai terrestri su Marte: lo scorso aprile l’elicottero Ingenuity ha scattato alcune fotografie dell’equipaggiamento abbandonato dalla sonda durante la sua discesa. Dal paracadute alla capsula di rivestimento che ha permesso al rover di atterrare indenne dopo una discesa a folli velocità.

Sempre più monnezza spaziale

La scoperta ha scatenato il dibattito nel mondo scientifico e non solo, portando alla luce la crescente preoccupazione riguardo all’inquinamento spaziale. Non si tratta solo dell’inquinamento di corpi celesti fino ad ora completamente incontaminati: il problema potrebbe presto diventare estremamente serio anche molto più vicino a casa nostra. La spazzatura non è infatti solo su Marte, ma anche in orbita nella nostra atmosfera. Secondo il Ministero della Difesa statunitense in orbita attorno alla Terra ci sarebbero ormai almeno 27mila detriti di varie dimensioni abbandonati dall’uomo.

Se i detriti di grandi dimensioni sono facili da tracciare, una miriade di detriti di piccole o piccolissime dimensioni che viaggiano a velocità da capogiro (oltre 24.000 km/h) risultano impossibili da tenere sotto controllo e costituiscono un rischio reale per satelliti o missioni spaziali in caso di collisione. Quanto più lo spazio diventa una meta accessibile, tanto più la nostra tendenza ad abbandonare rifiuti potrebbe ritorcersi gravemente contro di noi. Una storia già vista sulla superficie del nostro pianeta e che ora, pare, stiamo con noncuranza portando anche tra le stelle.

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Laureato in Scienze Politiche e Comunicazione Pubblica, ha lavorato in radio e nel tempo libero si dedica alla scrittura creativa. Da sempre appassionato di cultura, scienza e tecnologia è costantemente a caccia di nuove curiosità in grado di cambiare il mondo in cui viviamo.