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Spazio al bestiame: dagli USA un’idea contro gli incendi

Mentre gli incendi devastano gli Stati Uniti, gli allevatori sostengono che dare spazio al bestiame sul suolo pubblico sia la chiave per fermare le fiamme.

In Nevada gli incendi, presenti da sempre, sono diventati più frequenti e devastanti. Gli allevatori sostengono che concedere spazio al bestiame su suolo pubblico sia la soluzione. I provvedimenti sulla questione si sono susseguiti e sembra che la svolta sia vicina. Sebbene sia accertato che gli animali possono nutrirsi delle erbe che alimentano gli incendi, molti ambientalisti sostengono che i danni per gli ecosistemi sarebbero troppo alti.

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I provvedimenti:

Il primo provvedimento che regolamentava la concessione di spazio pubblico al bestiame fu il Taylor Grazing Act. A firmarlo fu Franklin Roosevelt nel 1934. Dietro pagamento di un’esigua tassa venivano concessi permessi rinnovabili della durata di 10 anni. Era così possibile condurre il bestiame su ampie porzioni di suolo per poche settimane in primavera e in estate. Dal 1950 a oggi, la quantità di erba concessa agli allevatori è complessivamente diminuita. Trump sembra deciso ad accogliere le richieste che arrivano al Bureau of Land Management, presentate come una strategia per fermare gli incendi.


Bestiame e incendi:

Secondo circa 16 000 allevatori del Nevada ciò che causa il propagarsi degli incendi è la presenza di erba che alimenta le fiamme. L’erba pericolosa sarebbe il forasacco, pianta annuale altamente infiammabile che spunta tra inverno e primavera e soppianta le altre specie. Lasciando spazio al bestiame sui terreni pubblici, gli animali si nutrono del forasacco e gli incendi trovano terreno meno fertile. Gli allevatori, però, sostengono che per ottenere risultati sia necessaria maggiore flessibilità. Viene chiesto, oltre all’aumento di terreni, di estendere il range temporale dei permessi di almeno qualche settimana.

Le proteste degli ambientalisti:

Secondo molte associazioni ambientaliste concedere più spazio al bestiame sarebbe un errore. Paul Ruprecht di Western Watersheds, un gruppo per la conservazione, afferma che provvedimenti simili potrebbero essere controproducenti. Sul lungo periodo l’ecosistema e il terreno verrebbero danneggiati e il forasacco tornerebbe a crescere incontrastato. Una ricerca di Jesse Miller, dalla Stanford University mostra che il forasacco cresce di più dove il bestiame pascola più intensamente. Secondo lui il BLM dovrebbe concentrarsi su una strategia più calibrata che salvaguardi le piante native e non dannose, prima di eliminarne. Molti sostengono, inoltre che la correlazione tra aumento di pascolo di bestiame su suolo pubblico e diminuzione degli incendi non abbia basi scientifiche.

Gli incendi sono sicuramente un problema attuale ed è necessario trovare un modo per tenerli sotto controllo. Prima di concedere più spazio al bestiame, deve essere stilato un attento bilancio. Solo se i danni collaterali non superano l’effettiva utilità si potrà parlare di strategia vincente. La salvaguardia della biodiversità dovrà sempre essere un criterio di valutazione.

REDAZIONE
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