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Russia: oltre 20.000 tonnellate di gasolio nelle acque di due fiumi

Un nuovo disastro ambientale in Russia ha causato il versamento di oltre 20 mila tonnellate di gasolio nelle acque di due fiumi.

Il versamento di oltre 20mila tonnellate di gasolio in due fiumi ha gravemente contaminato le acque dell’Ambarnaya e Pyasina e il motivo sembrerebbe legato alle conseguenze dei cambiamenti climatici.

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La ragione esatta della perdita deve ancora essere stabilita, ma una dichiarazione della società Norilsk Nickel, che gestisce il sito suggerisce che potrebbe essere stata causata - preoccupante - dal collasso del permafrost. Foto: fb

Un nuovo disastro ambientale ha colpito la Russia nei pressi della città di Norilisk nel circolo polare artico.

La macchia di gasolio versato ha già coperto una superficie oltre 350 Km quadrati. Questo episodio non è sfortunatamente il primo, infatti, oltre 20 anni fa nella regione del Komi, ci fu una grave fuoriuscita di petrolio dovuta alla rottura di un grosso oleodotto che causò il grave inquinamento del fiume Pechora.


Il dramma si è ripetuto e anche se stavolta la quantità di gasolio è inferiore alla volta precedente, i danni riscontrati sono comunque ingenti per l’ambiente.

I fiumi Ambarnaya e Pyasina sono molto importanti per l’ecosistema dell’intera area, e questo fatto ha creato un forte sdegno da parte dell’intera popolazione dell’area, ma anche da parte di tutta l’opinione pubblica mondiale.

Lo stesso presidente Putin ha pubblicamente biasimato l’accaduto, promettendo di occuparsi personalmente della vicenda affinchè una approfondita indagine sia avviata per identificare tutti i responsabili.

Il direttore della centrale elettrica è già stato arrestato per inquinamento colposo e si trova già in carcere. Dalle informazioni in possesso, sembra che il disastro ambientale sia stato causato dal cedimento dei sostegni di un gigantesco serbatoio contenente il gasolio.

Secondo le prime indagini, il cedimento del sostegno potrebbe essere dovuto alle conseguenze dei cambiamenti climatici.

Infatti, il terreno nella regione siberiana è da sempre ghiacciato, tuttavia, a causa del surriscaldamento globale, il ghiaccio si sta sciogliendo e le condizioni di stabilità del terreno mutano, facendo crollare alcune delle strutture ancorate al suolo.

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Il fiume Ambarnaya, lungo 60 km, sfocia nel lago Pyasino; il fiume Pyasina sfocia nel Mare di Kara, parte dell'Oceano Artico. Foto: social media, The Siberian Times

Un nuovo disastro ambientale, causato anche dagli effetti dei cambiamenti climatici, ha procurato seri danni all’ecosistema del circolo polare artico. Ancora una volta la natura deve pagare le conseguenze del riscaldamento globale.

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