AnimaliAnimali selvaticiAttualità

Rapporto “Animali in città”, nel 2020 triplicate le adozioni di gatti in Italia

Le adozioni di gatti in Italia sono aumentate, ma nelle politiche comunali dedicate agli animali non va tutto bene e il rapporto di Legambiente è chiaro.

Secondo il rapporto “Animali in Città” nel 2020 le adozioni di gatti in Italia si sono moltiplicate. L’indagine, che ha coinvolto 656 comuni e 50 aziende sanitarie, non ha, però, mostrato solo dati positivi, anzi. Le criticità nella gestione degli animali sono nel nostro Paese ancora molte e l’operato delle istituzioni è spesso insufficiente. Intervenire è d’obbligo e non mancano le proposte concrete.

adozioni gatti Italia

I numeri

Il rapporto di Legambiente Animali in Città presenta un quadro contradditorio. Molti comuni si sono attivati per offrire uffici per la gestione degli animali a livello urbano, ma, purtroppo, solo 1 su 13 raggiunge prestazioni soddisfacenti. Prato Verona e Modena sono gli esempi più virtuosi, come Ats Brescia, Ats della Montagna e Asl Vercelli. La spesa pubblica per animali domestici e servizi ai cittadini connessi ha toccato i 193 milioni di euro. Il 61.8% del budget è però stato investito nei canili, strutture che, per quanto indispensabili, risultano spesso inadeguate. Le adozioni di gatti sono, poi, per esempio, triplicate, ma quelle di cani si sono ridotte del 20% rispetto al 2019. Il controllo demografico rimane un tasto dolente con le sterilizzazioni che non raggiungono cifre significative.

Adozioni di gatti triplicate ma…

Il dato del X rapporto Legambiente Animali in città sulle adozioni di gatti triplicate in Italia non deve trarre in inganno. I gatti iscritti all’anagrafe nazionale sono oggi 1 ogni 72.4 cittadini, ma il randagismo resta un problema, sia per i felini, sia per i cani. I cani vaganti sono, soprattutto al Sud, causa di spese ingenti e disordini significativi. A livello nazionale su 10 esemplari catturati 8.8 hanno trovato una nuova collocazione, mentre, per esempio, a Campi Salentina, in provincia di Lecce questa sorte felice tocca solo a un animale su 5.4. Canili e gattili risultano, dunque, pesantemente sovraffollati, con un Nord che, però, appare più organizzato.

Intervenire

Il rapporto “Animali in città” non si ferma all’incoraggiante dato sull’aumento delle adozioni di gatti in Italia, ma avanza concrete proposte. Per una pacifica convivenza tra uomo e animali è, in primis, necessario definire regolamenti precisi e formare persone qualificate per i controlli, oggi quasi inesistenti. Mappare la biodiversità locale per favorire una corretta interazione con essa è, poi, altrettanto importante e impegnativo. L’obiettivo è anche aumentare il numero di veterinari pubblici assunti a tempo indeterminato, così come quello delle strutture sanitarie e degli ospedali per animali.  Legambiente punta, infine, a creare nuove aree cani, per garantire che ve ne sia 1 ogni 1.000 cittadini entro il 2030.

Il dato sulle adozioni di gatti triplicate in Italia potrebbe far pensare a un 2020 positivo per i cosiddetti animali d’affezione, ma è ormai chiaro che il discorso è più complesso. Il nostro rapporto con l’ambiente, passa dal legame che costruiamo con gli animali a noi più vicini. Appare evidente che, mentre il concetto di “cura” diventa in questi anni di pandemia sempre più centrale, abbiamo ancora molto da imparare.

blank
Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.