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Quanto pesa una bicicletta elettrica?

Sui chili totali di questi mezzi incidono elementi come il materiale e la robustezza del telaio, la larghezza delle ruote e il tipo di motore e batteria

Il peso è sicuramente uno degli elementi da valutare prima dell’acquisto di una bicicletta elettrica. Lo è soprattutto se questa nuova due ruote dovrà essere trasportata ad esempio sui mezzi pubblici come fanno molti ciclisti in città. Rispetto alle bici tradizionali, le elettriche a pedalata assistita guadagnano circa una decina di chilogrammi. Su questo aumento incidono diversi fattori, in particolare materiale e robustezza del telaio, larghezza delle ruote, motore e batteria.

Sul peso totale di una bici elettrica incidono elementi come il materiale e la robustezza del telaio, la larghezza delle ruote e il tipo di motore e batteria

La differenza tra bici a pedalata assistita ed elettriche

Prima di entrare nel dettaglio della questione peso, è importante chiarire un punto: le bici a pedalata assistita sono mezzi diversi dalle bici elettriche sebbene quest’ultima espressione sia usata come sinonimo delle prime (così come il termine inglese e-bike). Quella a pedalata assistita è una bici dotata di un motorino elettrico integrato che dà una spinta a chi pedala quando viene utilizzato un comando integrato sul manubrio. Per attivarla, tuttavia, è sempre necessaria il movimento sui pedali del ciclista. Secondo una direttiva europea e la legge italiana che l’ha recepita, per rientrare in questa categoria le due ruote devono avere: una potenza nominale massima continua del motore elettrico di 0,25 kW e un’alimentazione del motore progressivamente ridotta e quindi interrotta al raggiungimento dei 25 km/h e prima dei 25 km/h se il ciclista smette di pedalare.

Se rispetta questi requisiti non è richiesta l’omologazione ed è considerata a tutti gli effetti come le biciclette tradizionali. Le “vere” biciclette elettriche sono invece simili ai “cinquantini”, i motorini con cilindrata 50cc, e possono funzionare anche senza la spinta del ciclista sui pedali. Queste necessitano di documenti e dell’utilizzo del casco, anche se in Italia non c’è ancora una legge che consenta il loro utilizzo. Le cosiddette “bici elettriche a funzionamento autonomo“, che possono arrivare anche a velocità di 45 km/h, non sono quindi a pedalata assistita. Ciò nonostante con bici elettrica ormai ci si riferisce anche alle bici a pedalata assistita.

Quanto pesano

Chiarita la differenza, parliamo della questione peso. I chili totali di una due ruote a pedalata assistita variano in base alla tipologia: una mountain bike sarà più pesante di un mezzo per correre in città perché diversi sono gli utilizzi. Il primo modello solitamente ha un telaio più robusto, in grado di resistere a forte sollecitazioni e spesso è realizzato in acciaio o alluminio. I pneumatici sono più grossi per garantire performance adeguate su percorsi sterrati. Qualche chilo in più può essere aggiunto anche da motore e batterie più potenti e quindi in grado di assicurare una spinta sui tratti impegnativi. Per una mountain bike elettrica si oscilla quindi tra i 24 e i 28 kg per arrivare fino ai 32.

Le city bike a pedalata assistita sono invece più leggere. Create per permettere ai ciclisti di sfrecciare nel traffico o comunque pedalare su strade pianeggianti, hanno un telaio può meno massiccio, magari in carbonio (materiale usato anche per le bici da corsa), ruote più sottili e le dimensioni di motori e ruote più ridotte. Per questo modello la bilancia segna 20/21 kg. Un numero che può scendere ulteriormente se si opta per una mini-bici pieghevole che, proprio per essere facilmente trasportabile, arriva a pesare tra i 13 e 18 kg.

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Giornalista, ex studente della Scuola di Giornalismo Walter Tobagi. Osservatore attento (e preoccupato) delle questioni ambientali e cacciatore curioso di innovazioni che puntano a risolverle o attenuarne l'impatto. Seguo soprattutto i temi legati all'economia circolare, alla mobilità green, al turismo sostenibile e al mondo food