CulturaScienza

Qual è la differenza tra maremoto e tsunami?

Maremoto e tsunami sono due termini capaci di scatenare terrore, ma la differenza tra i due fenomeni spesso non è chiara.

Oggi i termini maremoto e tsunami sono diventati, purtroppo, tristemente popolari, ma capire quale sia la differenza tra i fenomeni che le due parole indicano non è semplice. La distinzione entrata nel senso comune è, comunque, legata in gran parte alla risonanza mediatica degli eventi e si tramuta spesso in una questione di immagine.

differenza maremoto tsunami
Foto: Stefan Keller @Pixabay

Cos’è un maremoto?

Per capire qual è la differenza tra maremoto e tsunami è necessario partire dal significato del primo termine. Esso indica il propagarsi di un moto ondoso anomalo generato dal movimento istantaneo di un enorme massa d’acqua. A causare un maremoto possono essere diversi fattori, ma l’origine è spesso da attribuire a un violento terremoto, con epicentro in mare e ipocentro a profondità limitata. A essere pericolosi sono gli eventi di magnitudo superiore a 6.5, capaci di produrre uno spostamento verticale del fondale marino. Le eruzioni vulcaniche sono un altro possibile elemento scatenante. I vulcani con bocche sottomarine vicine alla superficie, come lo Stromboli, sono più a rischio. Più raramente simili fenomeni sono collegati a frane o alla caduta di meteoriti in acqua.

Cos’è uno tsunami?

Per capire che differenza c’è tra maremoto e tsunami guardare al secondo termine può essere risolutivo. Questo in giapponese significa letteralmente “onda del porto”. Esso viene, dunque, utilizzato oggi per indicare le pericolosissime onde che possono generarsi durante un maremoto. Queste differiscono da quelle normali perché a muoversi sono intere colonne d’acqua e non solo porzioni superficiali di essa. Dove la profondità lo permette la loro altezza rimane limitata, mentre la lunghezza d’onda può arrivare a superare i 200 km. Con il calare della profondità anche quest’ultima variabile diminuisce, ma ad aumentare è l’altezza. Quando l’onda raggiunge la costa essa può dunque presentarsi come un muro d’acqua alto decine di metri, che racchiude in sé un’incredibile energia distruttiva. In mare aperto le onde di uno tsunami viaggiano a velocità maggiori di 700 km/h.

Differenza tra maremoto e tsunami

Anche se maremoto e tsunami vengono oggi utilizzati per indicare fenomeni in apparenza distinti, tra i due non esiste differenza. Siamo abituati ad associare la definizione tsunami a eventi catastrofici di grandi proporzioni, poiché i media la utilizzano soprattutto in tale ambito. In realtà la drammaticità dell’evento non è in questione.

Le onde che si generano a seguito di un maremoto, o di uno tsunami, possono raggiungere quando toccano la costa i 30 m di altezza e sono in grado di distruggere qualsiasi cosa, dai porti agli edifici. La loro forza è in grado, poi, di trascinare via persone e veicoli. La prima onda che investe la terraferma non è, per altro, spesso l’unica. Essa può essere seguita, nel giro di pochi minuti, da altri muri d’acqua persino più violenti.

Tra i termini maremoto e tsunami non esiste, dunque, in teoria differenza ed essi potrebbero essere ritenuti sinonimi. Il dramma è a volte annunciato da un ritiro improvviso delle acque, ma può anche manifestarsi con la comparsa improvvisa di un’onda altissima in rapido avvicinamento alla costa. L’evacuazione rapida è l’unica strategia a disposizione ed è bene ricordare che l’Italia non è esente da rischi.

blank
Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.