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Perché l’orso Marsicano si chiama così?

L’orso Marsicano è l’animale simbolo del Parco Nazionale d’Abruzzo e l’animale deve il suo nome proprio alla zona d’Italia che lo ospita.

L’orso Marsicano è un animale dalle caratteristiche uniche, diffuso solo in una piccola porzione della Penisola. Il grande mammifero deve il suo nome alla zona attraverso cui si muove ed è diventato oggi un simbolo per il Parco Nazionale che lo ospita. Il pericolo estinzione non è ancora scongiurato e i tentativi per favorire la convivenza con l’uomo richiedono impegno.

orso marsicano
Foto: Andreas [email protected]

Caratteristiche della specie

L’orso Marsicano, il cui nome scientifico è Ursus arctos marsicanus, è un mammifero di grandi dimensioni, che vive solo in una ristretta area dell’Appennino Centrale. Gli esemplari di tali mammiferi, classificabili come sottospecie dell’orso bruno, hanno dimensioni imponenti. I maschi possono raggiungere, infatti, 210 kg di peso per 1.80 di altezza, ma la mole non pesa sulla velocità. Gli individui possono correre, allora, a 50 km/h e mantenere l’andatura per 2 km. In questi mammiferi sono particolarmente sviluppati l’olfatto e l’udito, mentre la vista risulta approssimativa. La loro dieta è per l’80% basata su elementi vegetali, come bacche, radici e frutti di bosco, e per il resto su carcasse di animali, larve e insetti.

Perché il nome orso Marsicano?

L’orso Marsicano deve il suo nome alla zona che lo ospita. La Marsica è, infatti, una regione storico-geografica che occupa la parte sud-occidentale dell’Abruzzo. Con una superficie di circa 1.500 km2 la zona racchiude il territorio abitato nel I millennio a.C. dai Marsi, che si estende intorno al lago Fucino. Oggi il nome Marsica non ha valore ufficiale, ma la zona comprende circa 24 comuni che raggiungono i 100.000 abitanti. La regione non rappresenta il territorio originariamente occupato dall’orso a cui dà il nome, ma l’ultimo rifugio a esso rimasto.

In epoca più antica il grande mammifero, originario dei Balcani, si muoveva attraverso l’intero Appennino Centrale e alcuni individui avevano raggiunto persino Puglia e Campania. L’orso Marsicano si distingue dall’orso bruno eurasiatico dal pelo leggermente più chiaro, soprattutto in corrispondenza di dorso e collo, e dal muso più tozzo e schiacciato.

Una situazione difficile

Per il Parco Nazionale d’Abruzzo l’orso Marsicano è diventato un simbolo, ma la situazione dell’animale resta complicata. Esso è classificato come seriamente a rischio estinzione dalla IUCN. Grazie a fototrappole e radiocollari gli addetti ai lavori stimano che la popolazione sia composta da 50-60 individui e ciò non è sufficiente a garantire la sopravvivenza a lungo termine. A minacciare i grandi mammiferi è, soprattutto, l’espansione del raggio d’azione umano.

La frammentazione degli habitat non garantisce ai mammiferi libertà di movimento e crea i maggiori disagi. Oggi i progetti per tutelare i giganti del bosco si stanno, tuttavia, moltiplicando. L’obiettivo è valorizzare l’importanza del mammifero per il territorio e la creazione del marchio Bear Friendly per le aziende che favoriscono la convivenza uomo-orso ne offre un esempio.

L’orso Marsicano è, insomma, parte integrante della fauna della nostra Penisola e il suo legame con il territorio che gli offre rifugio è forte. L’animale presenta, per altro, un temperamento mite e tende a schivare il contatto con l’uomo. Non esistono, dunque, testimonianze di aggressioni e gli incidenti che coinvolgono i capi di bestiame sono limitati. Gli incentivi per una pacifica coesistenza, dunque, non mancano.

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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.