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Perché mangiare insetti potrebbe non essere la soluzione

Perché mangiare insetti potrebbe non essere la soluzione

Secondo l’autore Joshua Evans mangiare insetti potrebbe non essere la soluzione per un futuro sostenibile, ecco perché.

L’abbiamo sentito tutti ultimamente: mangiare insetti potrebbe essere la soluzione per l’alimentazione sostenibile del futuro. Eppure c’è qualcuno che invita a stare attenti: Joshua Evans, PhD all’Università di Oxford, ha scritto un libro per indagare il consumo degli insetti nel mondo, concludendo che non bisogna dare nulla per scontato.

Mangiare insetti ha dei limiti

«La sostenibilità non è la proprietà degli organismi, ma dei sistemi.» Questo è il concetto forse più importante che l’autore esprime riguardo ad una dieta basata sugli insetti. Nel suo libro On Eating Insects, scritto con Roberto Flore e Michael Frost, Joshua Evans ha riassunto 3 anni di esperienza in giro per il mondo, a contatto con le culture gastronomiche basate sugli insetti. Nelle diverse pagine sono presenti considerazioni su come gli insetti potrebbero cambiare in meglio il nostro sistema alimentare, ma anche qualche avvertimento.

La narrativa che vorrebbe gli insetti come soluzione ai problemi dell’industria agroalimentare nel mondo potrebbe essere troppo ottimista, sottolinea l’autore. Quando e se la produzione, lavorazione e distribuzione degli insetti sarà ingrandita su scala globale il suo impatto potrebbe non essere molto diverse da quello di altre filiere meno sostenibili. Il paragone che Joshua Evans mette nero su bianco è quello con la soia, che all’alba del XXI secolo si era presentata sul mercato come la soluzione a molti problemi del settore agroalimentare. Oggi sappiamo che la sua coltivazione smodata a contribuito in larga parte alla distruzione della foresta amazzonica.

Gli insetti non sono gratis

Come detto all’inizio dell’articolo, anche l’alimento più efficiente a livello produttivo può essere sfruttato in maniera non sostenibile. Potrebbe essere il caso di non concentrarci semplicemente su un ingrediente, ma sul modo in cui ci approcciamo alla sua produzione. Non è un caso che i giganti dell’industria alimentare come General Mills, Cargill e PepsiCo abbiano rivolto il loro sguardo verso gli insetti.

Anche altri studi però stanno mettendo in dubbio l’efficienza degli insetti: «Crickets Are Not a Free Lunch» sottolinea come nel momento in cui la produzione aumenta di dimensioni, assumendo scala industriale, l’efficienza diminuisce. Per rimanere conveniente si dovranno trovare nuovi tipi di mangimi. In «Entomophagy and Power» i ricercatori sono andati oltre, sottolineando come l’intera industria degli insetti debba avere step di lavorazione in più rispetto alla carne, che invece può essere venuta spesso semplicemente macellata. Portando di fatto ad una maggiore quantità di energia consumata.


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Matteo Buonanno Seves
Matteo Buonanno Seves
Scopri di più
Un giovane laureato in Scienze Gastronomiche con la passione per il giornalismo e il mai noioso mondo del cibo, perennemente impegnato nel tentativo di schivare le solite ricette e recensioni in favore di qualcosa di più originale.
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