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Pane con lievito di 4.500 anni fa: la sfida di uno scienziato

Seamus Blackley ha preparato un pane con un lievito di 4.500 anni fa di origine egiziana, ed è riuscito nella sua impresa grazie all’aiuto di una dinamica squadra di scienziati.

Tentare di preparare un pane con un lievito vecchio di 4.500 anni può sembrare una sfida impossibile, ma Seamus Blackley, un fisico con la passione per la panificazione e l’Egitto, è riuscito nell’impresa. Al suo fianco un piccolo team di scienziati: Serena Love, archeologa alla Brisbane’s University of Queensland e Richard Bowman, microbiologo alla University of Iowa.

pane lievito sifda
Screenshot da Twitter

La sfida del lievito antico

Tutto è iniziato con un tweet di Seamus Blackley lo scorso 5 agosto, relativo alla sua idea di impiegare un antico lievito, recuperato da un’anfora conservata al Peabody Museum a Boston. In men che non si dica il tweet è diventato virale, con migliaia di persone curiose di sapere come Blackley avrebbe portato a termine l’impresa, compreso il metodo con cui è riuscito a mettere le mani su quel lievito così antico.

sfida lievito madre
Screenshot da Twitter

A detta dello scienziato ci è voluta molta pazienza: non è facile convincere i curatori di un museo a far prelevare dei campioni dalla loro collezione. Ancora più difficile individuare le suppellettili giuste da cui prelevare i campioni, visto che non è sempre facile capire quale anfora è stata impiegata per prodotti panificati o per birra.

Le difficoltà però non erano certo finite per gli scienziati: i campioni non sono conservati in ambiente completamente sterile, quindi sarebbe stato difficile evitare contaminazioni. Per risolvere questo problema gli scienziati si sono dovuti affidare ad un’analisi in grado di restituire l’intero genoma del lievito, assicurando la sua origine e storia.

lievito antico

Lievito madre e panificazione

Il passo successivo, una volta che Seamus Blackley si è trovato di fronte al lievito antico, è stato nutrirlo con la giusta alimentazione: per farlo lo scienziato ha optato per della farina di Einkorn, una tra le varietà più antiche di cui si conservi ancora i semi. L’insieme di microrganismi si è risvegliato con una velocità impressionante, nonostante il procedimento fosse comunque complesso e necessitasse di sterilizzare la stessa farina prima dell’uso.

A questo punto non rimaneva che creare una sorta di lievito madre e produrre il pane. Seamus Blackley ha optato per una tecnica antica e molto tradizionale, con una copiosa quantità di olio di oliva non filtrato. La cosa più particolare è l’aroma, ha sottolineato lo scienziati, pungente, forte e interessante come mai gli era capitato di sentire fino a quel momento.

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