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Nuovo Yellowstone europeo: ecco l’ambizioso piano

Dalla Romania arriva il progetto di costruire un nuovo Yellowstone europeo. I lavori sembrano bene avviati, ma non mancano criticità e ostacoli.

In Romania valorizzazione dell’ecosistema ed ecoturismo sono diventate di recente una priorità. Dalla Foundation Conservation Carpathia arriva il progetto di dar vita a un nuovo parco nazionale, definito ambiziosamente “Nuovo Yellowstone europeo”. I punti su cui intervenire sono molti. Le reazioni non si sono fatte attendere e all’entusiasmo internazionale si contrappone un forte scetticismo interno.

Nuovo Yellowstone Europeo

Il progetto:

La Romania può ancora vantare la presenza di vasti territori incontaminati. Le zone protette attualmente esistenti sono 12 e grazie alla FCC sono destinate ad aumentare e a intrecciarsi in una vasta riserva naturale. Il parco nazionale in fase di costituzione interessa le Alpi Transilvaniche. L’obiettivo è tutelare le antiche foreste dei Carpazi e la loro grande biodiversità. Secondo una stima queste sono infatti la dimora del 60% degli orsi bruni europei e di ben 2500 lupi, nonché di cinghiali e linci. Nel 2016 il Ministero dell’Ambiente rumeno aveva approvato il progetto, promuovendolo come “Nuovo Yellowstone europeo” e oggi l’impegno verso l’ecoturismo appare ancora più sentito.

Interventi impegnativi:

La realizzazione del nuovo Yellowstone europeo non si sta certo rivelando agevole. La FCC ha, infatti, dovuto affrontare una realtà ricca di problematiche sfaccettature. In Romania infatti, dopo la caduta del comunismo, le terre, a lungo nazionalizzate, hanno subito bruschi cambi di proprietà. Da allora le compagnie di taglio si sono impossessate di vaste porzioni di esse e i comportamenti illegali hanno iniziato a dilagare. Oggi la FCC si sta impegnando per la ridefinizione dei diritti di caccia, e nella lotta a deforestazione e bracconaggio. Ha inoltre fondato una propria società di caccia e si è assicurata il controllo su 650 Km2 di territorio, per vietare la cattura delle specie a rischio.

Le reazioni:

Il nuovo Yellowstone europeo ha suscitato reazioni contrapposte. Ad accoglierlo con entusiasmo è stata per lo più la comunità internazionale. Appare, infatti, un perfetto esempio della filosofia ambientale rumena, volta a conservare, piuttosto che a rimpiazzare, da interpretare come un modello di rewilding. La risposta dell’opinione pubblica rumena è stata ben diversa. I primi a opporsi al progetto sono stati proprio gli abitanti delle foreste. Barriere e divieti hanno reso impossibile la vita delle comunità dedite alla raccolta di funghi e bacche, mentre i pastori si sono visti negare l’accesso ai pascoli alpini. Le secolari tradizioni indigene di tutela dell’ambiente sono insomma state ignorate e queste popolazioni si sono sentite escluse.

Il nuovo Yellowstone europeo è un progetto controverso. La valorizzazione della natura non può che apparire virtuosa. L’UE sta tuttavia spingendo sempre di più al riconoscimento del ruolo degli abitanti locali e trascurarli non è un’opzione. In un momento in cui l’impossibilità di viaggiare ci rende tutti un po’ malinconici, comunque, segnare un’altra meta sulla nostra futura mappa è quasi inevitabile.

REDAZIONE
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