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Una nuova legge sull’agricoltura biologica è stata approvata dalla camera

Diverse le novità apportate dal testo approvato dalla camera lo scorso 3 Maggio, 16 articoli con lo scopo di far diventare la produzione biologica un interesse nazionale.


Il testo, una nuova legge sull’agricoltura biologica approvata i giorni scorsi alla camera, è la fusione di due proposte diverse: Disposizioni per lo sviluppo e la competitività della produzione agricola e agroalimentare con metodo biologico il cui primo firmatario è Massimo Fiorio, e Norme in materia di produzione biologica dei deputati Castiello, Riccardo Gallo, Gullo, Squeri.

Lo scopo delle leggi

L’idea dietro a queste proposte è che la produzione biologica in Italia prenda il posto che le spetta, diventi questione nazionale con scopo non solo produttivo, ma soprattutto sociale, considerando che come settore economico poggia sulla sicurezza alimentare, lo sviluppo rurale, la qualità dei prodotti e la tutela dell’ambiente assieme alla biodiversità.

Lo scopo della legge sulla produzione biologica

Come riporta il testo, infatti, il progetto è stato avviato «affinché l’agricoltura biologica possa essere valorizzata, nell’interesse dei consumatori e dei produttori, in modo adeguato alla crescente rilevanza che assume per l’economia rurale italiana e per lo sviluppo di produzioni di qualità, rispettose dell’ambiente e delle risorse naturali»

Una delle novità fondamentali sta nell’equiparazione della agricoltura biodinamica al metodo biologico, sempre che vengano rispettati tutti i vincoli di quest’ultimo a livello europeo. L’idea poi è di dare alla luce un fondo per lo sviluppo dell’agricoltura biologica, assieme ad un Tavolo tecnico il cui scopo sarà duplice: da una parte incentivare la promozione dei prodotti biologici, dall’altra riuscire a coordinare a livello nazionale questo tipo di agricoltura.

Nuova legge sulla produzione biologica non incentiva solo la produzione

Non solo produzione

Altro tema di primaria importanza per la nuova prospettiva sul biologico è la formazione, è infatti prevista la promozione di diversi corsi rivolti specificatamente all’istruzione e ricerca nel settore bio. Anche la formazione professionale non verrà lasciata fuori, accompagnata dalla nascita di un nuovo format organizzativo, i cosiddetti distretti biologici, cioè specifiche realtà locali dove la produzione in chiave biologica sia preponderante, assieme a metodi di coltivazione locali da valorizzare.

Infine è la volta delle sementi biologiche, per la prima volta ben definite nella loro parte commerciale: gli agricoltori avranno la possibilità di procedere al libero scambio delle sementi biologiche iscritte nel registro nazionale, con la possibilità della vendita diretta e a livello locale delle stesse.

TOPIC bio
Matteo Buonanno Seves
Un giovane laureato in Scienze Gastronomiche con la passione per il giornalismo e il mai noioso mondo del cibo, perennemente impegnato nel tentativo di schivare le solite ricette e recensioni in favore di qualcosa di più originale.