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Nasce in Svizzera la prima centrale per catturare la CO2

L’idea è di un’azienda chiamata Climeworks e si prefigge un obiettivo molto ambizioso: catturare 900 tonnellate di anidride carbonica all’anno.

L’impianto sorge sul tetto di un inceneritore per assicurarsi il massimo dell’efficienza nel processo produttivo, ancora in fase di messa a punto. La CO2 catturata in questo modo verrà impiegata in diversi ambiti, anche se per ora verrà semplicemente introdotta in serre per la produzione di ortaggi.

Nasce in Svizzera la prima centrale per catturare la CO2

Uno per cento delle emissioni globali entro il 2024

La Climeworks AG, una compagnia svizzera molto all’avanguardia, è stata fondata da due amici Christoph Gebald e Jan Wurzbacher, giovani ingegneri che concepirono l’idea per questo progetto nel lontano 2003. L’azienda viene invece fondata ufficialmente nel 2010 ma è solo nel 2017 che un vero impianto produttivo apre i battenti, il primo nel suo genere a sequestrare anidride carbonica dall’atmosfera a livello industriale.

Uno per cento delle emissioni globali entro il 2024

Parliamoci chiaro, progetti per certi versi simili, comunque concernenti la cattura di anidride carbonica, sono nati in ogni angolo del mondo ai livelli più disparati, eppure nessuno sembrerebbe essere arrivato al livello di concretezza dei due ingegneri svizzeri. Le aspirazioni per il futuro sono però ancora più impressionanti: come riporta focus.it in un suo articolo Christoph Gebald ha affermato: «Il nostro obiettivo è quello di catturare una quantità di CO2 dall’aria paragonabile all’1 per cento di quella che viene prodotta e immessa nell’atmosfera dall’uomo. Un obiettivo che vogliamo raggiungere entro il 2024»

Un’idea semplice per un progetto lungimirante

Il gigantesco macchinario si trova in cima ad un inceneritore a Zurigo ed è alimentato proprio dal suo calore, necessario a mantenere in funzione le ventole dedicate all’aspirazione dell’aria. L’impianto è relativamente semplice: oltre che dalle ventole è composto da tre contenitori e sei collettori per la CO2.

Un’idea semplice per un progetto lungimirante

L’obiettivo è aspirare quanta più aria possibile per poi filtrare l’anidride carbonica all’interno di un materiale particolare, in grado di stoccare il gas a temperatura ambiente per poi rilasciarlo quando viene riscaldato sfruttando sempre il calore dell’inceneritore. Per ora la CO2 sarebbe impiegata in alcune serre che sorgono in prossimità dell’impianto, ma più avanti ci si aspetta che vengano trovati altri impieghi ancora più interessanti, come fertilizzanti o combustili a minor impatto ambientale.

L’obiettivo dei due ingegneri rimane comunque ancora distante: per arrivare al traguardo dell’uno per cento saranno necessari almeno 250.000 impianti, un numero scoraggiante, certo, ma che diventa un po’ più invitante quando si pensa a quel che abbiamo da perdere da una produzione indiscriminata di anidride carbonica.

Fonti: tomshw.it – climeworks.com

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