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Narvalo, l’unicorno del mare svela il suo ultimo segreto

Per moltissimo tempo la parte più iconica di questo animale è rimasta senza spiegazioni sulla sua funzione. Ma potrebbe esserci una teoria in grado di cambiare le carte in tavola.

Il narvalo è un animale misterioso, abitatore delle fredde acque del Mare Artico, rimasta una creatura misteriosa fino a non molti anni fa. Magari qualche appassionato di Jules Verne si ricorderà che il Nautilus fu scambiato per un enorme narvalo durante i primi avvistamenti, tanto all’epoca la creatura era ritenuta misteriosa, e solamente negli ultimi anni si sta facendo finalmente chiarezza sulla funzione del suo famoso «corno».

Narvalo, l'unicorno del mare svela il suo ultimo segreto

Meglio chiamarlo dente

Tanto per cominciare col piede giusto meglio specificarlo: quella sulla fronte del narvalo non è un corno, ma un dente. Questo particolare animale è un cetaceo, appartenente alla famiglia dei delfinatteri e parecchio somigliante con il beluga. La differenza, ci sarete già arrivati, sta proprio in questo particolare dente, molto simile ad una vite, che solo nei maschi sporge di quasi due metri e mezzo dal capo.

Meglio chiamarlo dente

Fino a pochi anni fa non si aveva ancora una spiegazione di cosa, però, questo dente potesse servire, e le teorie a riguardo erano diverse: qualcuno lo proponeva come organo adibito alla difesa nello sfidare altri suoi simili, altri invece lo consideravano come un utile strumento per scavare nel ghiaccio.

Sentire e cacciare

Sembrerebbe però che entrambe le precedenti teorie siano state confutate. Al loro posto per diverso tempo si credette che questo dente molto sviluppato fosse utile come organo di senso. A sostenerlo Martin Nweeia, della Harvard School of Dental Medicine, che descriveva l’anatomia di questo corno come ricca di canali in grado di mettere in contatto l’acqua marina con la parte sensibile del dente. A differenza dei nostri infatti, la cui parte sensibile rimane sempre nascosta, in questo cetaceo il contatto è costante e servirebbe per rendersi conto dell’ambiente circostante.

Sentire e cacciare

Anche questa teoria però potrebbe essere stata smentita: qualche tempo fa infatti ha cominciato a circolare un video, catturato con l’aiuto di drone, in cui alcuni narvali si trovavano impegnati in una battuta di caccia. La favorevole prospettiva del velivolo ha permesso di vedere per la prima volta il dente impiegato per bloccare una preda con una sorta di colpo secco, mossa che gli animali eseguono con una velocità e un’agilità impressionanti.

Ancora non c’è stato alcun articolo accademico a seguito di questa ripresa, svolta da Adam Ravetech per WWF Canada, per cui spiegazioni ufficiali mancano, come anche la spiegazione del perché questo dente sia tipico solo dei maschi della specie e non delle femmine. Siamo ormai vicini a una risposta però, come mai prima d’ora, soprattutto grazie ai nuovi strumenti su cui anche i biologici possono cominciare a contare.

Fonti: vanillamagazine.it – nationalgeographic.it – wwf.ca

TOPIC narvalo
Matteo Buonanno Seves

Un giovane laureato in Scienze Gastronomiche con la passione per il giornalismo e il mai noioso mondo del cibo, perennemente impegnato nel tentativo di schivare le solite ricette e recensioni in favore di qualcosa di più originale.