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Microbot natanti per la depurazione delle acque

Il facile accesso ad acqua potabile è un problema in ampie zone del pianeta. Anche nei paesi più ricchi la potabilità è spesso garantita attraverso il trattamento con sostanze disinfettanti come il cloro, la cui persistenza nell’acqua depurata può comportare problemi per la salute umana.

Una soluzione potrebbe arrivare grazie a un team internazionale di ricercatori europei la cui inventiva ha portato all’ideazione di microbots destinati a «catturare» batteri e microbi che rendono l’acqua non potabile. La ricerca, pubblicata presso l’American Chemical Society, potrebbe rappresentare la chiave di volta per acque libere da batteri senza l’utilizzo di disinfettanti.

Ecco come sono i microbot

I microbots, più semplici del previsto

Non si tratta di minuscoli robot dotati di programmazione o intelligenza artificiale – almeno, non ancora – come il nome potrebbe suggerire, ma semplicemente di micro sfere di metallo composte da due facce di differenti metalli. Un lato della sfera è composta di magnesio che le permetterebbe di «nuotare» grazie alla reazione con l’acqua e la conseguente produzione di piccole bolle di idrogeno con funzione propellente.

Come si muovono i microbot

L’altro lato del microbot è composto da strisce alternate di ferro e oro ricoperte da nano particelle d’argento. Il funzionamento è semplice: i batteri vengono catturati dall’oro presente nelle sfere e uccisi dalle nano particelle d’argento.

Il vantaggio sui disinfettanti

I ricercatori hanno dimostrato come le micro sfere possono nuotare nell’acqua per un tempo di 15-20 minuti prima che il rivestimento di magnesio sia esaurito e quindi il microbot resti senza propellente. In questo lasso di tempo, l’acqua trattata viene depurata di circa l’80% dei batteri E. Coli. Secondo gli scienziati una concentrazione maggiore di microbots di quanti usati nei loro test potrebbe aumentare la percentuale di successo.

Microbot natanti per la depurazione delle acque

Il vero vantaggio, tuttavia, è dovuto alla natura magnetica delle sfere. Grazie alla componente in ferro infatti la rimozione dei microbots (e conseguentemente dei batteri catturati) avviene con un semplice magnete, a differenza di trattamenti di depurazione chimica la cui rimozione delle sostanze nocive rimane più complessa.

Microbots per pulizia dei metalli pesanti

Sempre lo stesso team di ricerca guidato da Diana Vilela del Max-Planck Institute for Intelligent Systems di Stuttgart aveva proposto una soluzione simile per la depurazione dal piombo attraverso delle sfere a base di ossido di grafite rendendo di fatto la pulizia delle acque attraverso le nano tecnologie come una tecnica da osservare con interesse per il futuro.

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Laureato in Scienze Politiche e Comunicazione Pubblica, ha lavorato in radio e nel tempo libero si dedica alla scrittura creativa. Da sempre appassionato di cultura, scienza e tecnologia è costantemente a caccia di nuove curiosità in grado di cambiare il mondo in cui viviamo.