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Lupi rossi a rischio: i piani per salvare una specie unica

Gli USA stanno lavorando a un piano per salvare i lupi rossi a rischio. Le minacce sono molte, ma il rilascio di 4 cuccioli in natura apre alla speranza.

Nell’ultimo periodo la situazione dei lupi rossi a rischio estinzione è tornata al centro dell’attenzione. Questi predatori, dalle caratteristiche uniche, sono, infatti, costretti a fronteggiare diverse minacce e i numeri oggi sono allarmanti. Il governo sembra ora deciso a tutelarli e, anche se il lavoro è ancora lungo, le prime operazioni lasciano ben sperare.

lupi rossi a rischioi

I lupi rossi a rischio:

Il lupo rosso è un canide originario degli Stati Uniti sud-orientali. Questo mammifero è stato a lungo ritenuto un incrocio tra lupo grigio e coyote, ma, oggi, la maggior parte degli zoologi lo ritengono una sottospecie del lupo grigio. Rispetto a quest’ultimo presenta, però, dimensioni più contenute. Raggiunge, infatti, 40 Kg di peso e 80 cm di altezza al garrese. Gli arti appaiono, poi, più lunghi e la pelliccia, più corta, è di colore bruno-rossastro. Si tratta di animali prevalentemente notturni e oggi in natura ne restano meno di 20 esemplari, concentrati in zone protette del North Carolina. Ciò rende chiaramente i lupi rossi a rischio estinzione.

Salvare i lupi rossi:

Salvare i lupi rossi a rischio non si è mai rivelato semplice. Nel 1980 questi mammiferi vennero dichiarati estinti, in natura, ma nel 1987 ne vennero reintrodotti alcuni esemplari nell’Alligator River Wildlife Refuge. All’inizio le operazioni vennero classificate come un grande successo, ma le reazioni dei locali mutarono le prospettive. Fin dagli anni 90 i lupi rossi divennero i principali nemici dei cacciatori che li dipinsero come pericolosi per popolazione ed economia. Le proteste hanno persino indotto il Fish and Wildlife Service a rilasciare permessi di caccia e uccisione su terreni privati. Dopo un picco di 120 esemplari raggiunto nel 2012 ora la specie è in caduta libera.

Speranze per la specie:

I piani per salvare i lupi rossi a rischio sembrano giunti a una svolta. A maggio sono stati, infatti, rilasciati in natura 4 esemplari appena nati e 4 adulti. Dopo un impegnativo trasporto i cuccioli sono stati collocati nella tana di una lupa femmina selvatica. Grazie a collari GPS, gli esperti sanno che l’operazione di affidamento è andata a buon fine. Molti attivisti si augurano, ora, che si tratti soltanto di un primo passo e la priorità è il ripristino di una buona comunicazione con i locali. I lupi rossi non sono, infatti, animali aggressivi e i soli 7 attacchi ad animali domestici in 30 anni lo dimostrano. Promuovere una corretta informazione è, dunque, vitale.

La situazione dei lupi rossi a rischio non può che far riflettere. Questi mammiferi iconici sono, oggi, il canide maggiormente in pericolo sul nostro pianeta e il principale responsabile di questa condizione è l’uomo. Siamo abituati a considerare i predatori come feroci animali da temere. Presto, però, il grido “Al lupo, al lupo” potrebbe diventare un malinconico ricordo.

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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.