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Lo squalo più veloce del mondo è a rischio: grandi proteste

Lo squalo più veloce del mondo è minacciato dall’uomo ma salvarlo per molti Paesi non sembra essere una priorità. Le proteste, per fortuna, non mancano.

Lo squalo più veloce del mondo, lo squalo mako pinna corta, è ormai ufficialmente una specie a rischio. Si tratta di un animale unico, particolarmente ricercato in diversi ambiti. A livello internazionale alcuni Paesi spingono per rigide norme che lo tutelino, ma le resistenze non mancano. Gli esperti, comunque, sono concordi nell’affermare che presto sarà troppo tardi per correre ai ripari.

Squalo più veloce a rischio

Lo squalo mako unico e ricercato:

Lo squalo mako pinna corta è un animale affascinante che nell’ultimo anno è passato da specie vulnerabile a specie a rischio. Si tratta dello squalo più veloce del mondo. Arriva infatti a una velocità di 70 Km/h. La sua forma è idrodinamica e i suoi sensi sono molto sviluppati. Lo squalo più veloce del mondo è particolarmente ricercato per varie ragioni. In primo luogo la carne e le pinne sono considerate, soprattutto in Asia, delizie culinarie. Forza e velocità straordinarie, poi, lo rendono una vittima perfetta per la pesca sportiva. Spesso viene anche catturati accidentalmente, nella pesca di altre specie.

La situazione attuale:

Sul piano internazionale i negoziati per tutelare lo squalo più veloce del mondo sono aperti. Nel 2019 ad acciuffare il maggior numero di squali mako è stata la Spagna seguita dal Portogallo. Insieme hanno infatti catturato il 65% degli esemplari pescati nel Nord Atlantico.  Ora il Regno Unito, membro dell’International Commission for the Conservation of Atlantic Tunas, promuove una manovra per imporre un divieto totale sullo squalo mako. Il Canada e il Senegal hanno sostenuto la proposta, ma Ue e USA si sono opposti. Non credono infatti che un divieto possa risolvere il problema delle catture accidentali. La richiesta è di un bando circostanziato e, vista la mancanza di accordi, la questione è stata rimandata al 2021.

La paura degli esperti:

Gli esperti sono concordi nell’affermare che la situazione dello squalo più veloce del mondo è drammatica. Anche se le catture dovessero cessare ora, infatti, la popolazione dei mako impiegherebbe circa 50 anni per tornare a livelli accettabili.  Lo scorso anno gli scienziati avevano raccomandato di diminuire la pesca di squali mako da 3000 tonnellate a 300, ma senza successo. Ali Hood, direttore di Shark Trust, ha affermato che USA e UE hanno anteposto interessi a breve termine al prioritario pericolo di estinzione. Grantly Galland, di Pew Charitable Trusts, ha sottolineato che una politica di pesca moderata non è sufficiente. Molti ambientalisti indignati confidano in Joe Biden e sperano che lui e il suo team sappiano invertire la rotta.

Vedere lo squalo mako tra le specie a rischio non può che ricordarci quanto a causa nostra la natura possa essere vulnerabile. Nemmeno lo squalo più veloce del mondo riesce a sfuggire all’umanità. Se non riusciremo a trasformare quegli straordinari mezzi che ci rendono potenzialmente letali in utili risorse di conservazione, saremo i primi a farne le spese.

REDAZIONE
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