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L’habitat perfetto per Marte è biodegradabile ed ecosostenibile

Vivere su Marte in un habitat ecosostenibile, realizzato con materiali biodegradabili e stampato in 3D. Il progetto di AI Space Factory vince il concorso NASA come possibile soluzione per vivere sul pianeta rosso.

L’habitat perfetto per vivere su Marte è biodegradabile, ecosostenibile e stampato in 3D ed è anche bello da vedere. A vincere il NASA Centennial Challenge per un habitat marziano è stato il progetto di AI SpaceFactory. I Centennial Challenge sono programmi che la NASA apre al pubblico per la ricerca di nuove soluzioni a problemi tecnici. In questo caso la risposta alla domanda «come vivremo su Marte» è un habitat realizzato con attenzione all’ambiente del pianeta rosso.

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habitat marte

Un habitat biodegradabile ed ecosostenibile nel futuro di Marte

Il progetto si chiama MARSHA ed è il vincitore per la competizione di miglior habitat marziano tra altri 59 candidati. A premiare il progetto non solo il suo design e la solidità della struttura ma, soprattutto, l’utilizzo intelligente dei materiali e l’attenzione all’ambiente che circonderà la costruzione. L’habitat per Marte sarà realizzato infatti realizzato a partire da fibre di basalto derivate dalle rocce già presenti sul pianeta e combinato con una nuova eco-plastica a base vegetale che rende l’intera struttura biodegradabile. L’eficifio sarà poi stampato automaticamente in 3D.

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Il progetto non solo è stato in grado di resistere alle prove di pressione e di resistenza della NASA ma si è addirittura dimostrato più resistente e duraturo delle altre proposte in gara che vedevano invece strutture a base di cemento. Si tratta, secondo gli sviluppatori, di un modo radicalmente nuovo di immaginare come potrebbe essere la vita in futuro sul suolo marziano.

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Un habitat marziano anche per la Terra

Sebbene l’origine dell’habitat sia stata pensata per Marte, potrebbe non essere la sua unica o ultima destinazione. Dopo due anni di lavoro per realizzare un prototipo «in miniatura» di 4 metri d’altezza, AI SpaceFactory penserà ora ad un modo per riciclare i materiali di MARSHA e riutilizzarli per stampare in 3D un’altra struttura dal nome TERA proprio qui sulla Terra. Si tratterebbe del primo habitat terrestre progettato con tecnologie destinate all’esplorazione spaziale. Un banco di prova per il futuro della colonizzazione del sistema ma anche un modo nuovo di pensare ad abitazioni ecosostenibili in grado convivere con l’ambiente che le circonda.

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