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Legambiente, clima pazzo nel 2020: aumentati i fenomeni meteo intensi in Italia

L’Osservatorio CittàClima ne riporta ben 239, in crescita rispetto ai 186 del 2019, con 20 morti. Preoccupano soprattutto le trombe d'aria

I cambiamenti climatici continuano a manifestarsi e causare ingenti danni, anche in Italia. Lo certificano i dati del 2020 raccolti nel bilancio annuale dall’Osservatorio CittàClima di Legambiente. Quello che ci siamo lasciati alle spalle, è stato uno degli anni più caldi in assoluto in Italia, ha fatto registrare precipitazioni sopra la media, soprattutto in estate, e ha visto un aumento degli eventi meteorologici estremi. E purtroppo non sono mancate le vittime legate a questi fenomeni.

Legambiente osservatorio clima 2020

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Caldo e siccità

Un clima sempre più “impazzito, scrive la stessa organizzazione ambientalista. Nel 2020 si è sudato più del solito in Italia, con un aumento della temperatura media e un’estate nel complesso più calda. L’anomalia termica complessiva è stata di +1.5°C, la sesta più elevata degli ultimi 60 anni. Basti pensare che a Palermo, per la prima volta in 200 anni, sono stati registrati 39 gradi a maggio.

Preoccupante anche il fenomeno della siccità che, durante lo scorso inverno, ha colpito quasi l’intero territorio nazionale: tra gennaio e marzo il fiume Po e i laghi del nord erano ai livelli minimi come in estate, con -75 percento di precipitazioni rispetto al 2019. Non migliore la situazione al Sud con Puglia e Basilicata che, a febbraio, si presentavano con gli invasi a secco e circa 150 milioni di metri cubi di acqua in meno rispetto al 2019. A livello nazionale sono mancate all’appello il 60 percento delle precipitazioni, come rilevato dall’analisi condotta da Meteo Expert-Meteo.it, secondo cui la prima metà della primavera meteorologica, ossia il periodo tra l’inizio di marzo e la metà di aprile, è stata decisamente avara di pioggia.

Piogge sopra alla media con nubifragi

Sembra una contraddizione se si pensa che il 2020 ha avuto precipitazioni sopra alla media, in particolare nel periodo estivo. Meno continue, ma più torrenziali. Sono i tristemente famosi nubifragi che hanno causato allagamenti a ogni latitudine sul territorio nazionale, dalla Lombardia alla Sicilia (101 sono stati i casi di allagamenti da piogge intense). Piogge abbondanti che, insieme alla siccità, fanno parte dell’elenco di fenomeni meteorologici estremi (che comprende alluvioni e ondate di calore) ancora in aumento nel 2020: in totale sono stati registrati 239 fenomeni meteorologici intensi, dato in crescita rispetto ai 186 eventi del 2019, e 20 vittime.

Aumentano le trombe d’aria

Ma i timori più grandi sono legati all’incremento delle trombe d’aria. Come quella che, il 25 settembre, ha colpito Rosignano Marittimo (LI) causando danni sul litorale, con vetri delle auto in frantumi e tetti delle case scoperchiati. Sono stati 80 i casi di danni provocati da questi vortici d’aria, in forte aumento rispetto alle 48 del 2018 e alle 69 del 2019. Guardando ai numeri degli altri eventi, si sono registrate anche 19 esondazioni fluviali, 16 danni alle infrastrutture, 12 casi di danni da siccità prolungata e 10 di frane causate da piogge intense.

Serve un piano di adattamento al clima

Alla luce di questo bilancio, Legambiente chiede alle istituzioni italiane di impegnarsi per elaborare al più presto un piano di adattamento al clima, una strategia per prevenire i danni dei cambiamenti in corso e dei fenomeni più disastrosi. Il nostro Paese è uno dei pochi che ne è ancora sprovvisto a livello europeo. Edoardo Zanchini, vice-presidente dell’organizzazione, invita a investire bene i soldi che arriveranno dall’Europa per la ripartenza post-pandemia: “Il Governo abbia il coraggio di mettere al centro del Piano nazionale ripresa e resilienza l’adattamento al clima di città e territori, individuando le aree prioritarie e prevedendo interventi strutturali che vadano in questa direzione facendo in modo che il 2021 possa essere per l’Italia l’anno della svolta per accelerare davvero la transizione ecologica del Paese”.

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