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Le auto ibride inquinano di più di quanto dicono i test di fabbrica?

Le auto ibride inquinano di più di quanto dicono i test di fabbrica?

Una recente analisi sostiene che i dati ufficiali sarebbero più bassi di quelli reali. Ma il livello di emissioni dipende molto da come si guida il veicolo

Le auto ibride inquinano di più di quanto dicono i test di fabbrica? Una ricerca di un gruppo di pressione (“Transport and Environment”) e Greenpeace sostiene che le emissioni di anidride carbonica (CO2) delle auto hybrid plug-in sono superiori di “due volte e mezzo” rispetto a quanto riportano le informazioni dei costruttori. Nello specifico, i dati ufficiali parlano di 44g di CO2 per chilometro, mentre lo studio afferma che in strada i mezzi producono sui 120g.

Auto ibride emissioni

Come vengono calcolate le emissioni

È veramente così? In realtà l’inquinamento di un’auto ibrida deriva da come la si guida e daquanto si ricarica la batteria. Nei modelli sotto esame, quest’ultima è affiancata da un motore termico tradizionale che ricava l’energia dal carburante. Avendo due tipi di alimentazione, quindi, il livello di emissioni dipende molto da quanto sfruttiamo l’una e quanto l’altra.

Per capire quanto una hybrid plug-in può viaggiare con la sola modalità elettrica, le case produttrici dell’Unione Europea sono solite a sottoporle a un particolare test: il Worldwide harmonised Light-duty vehicles Test Procedure (WLTP). Le grandi batterie vengono ricaricate al 100 percento, poi i veicoli vengono guidati per cicli continui di 30 minuti sotto il monitoraggio di un dinamometro, una specie di tapis roulant per automobili.

Ad ogni ciclo, la carica della batteria cala un po’ e la macchina è portata a usare gradualmente sempre di più il motore termico. Procedendo in questo modo, senza connettere la batteria alla rete elettrica, si arriva a un punto in cui la batteria presenta gli stessi livelli di carica all’inizio e alla fine delle fasi da 30 minuti. Mano a mano che il tragitto si allunga, l’auto ibrida è portata a ricavare la sua spinta sempre meno dalla parte elettrica e sempre più dall’alimentazione a combustibile. Fino a raggiungere il momento in cui la batteria è praticamente scarica e l’auto procede nella sua marcia solo grazie al motore termico.

L'inquinamento dipende da come si guida

I costruttori calcolano le emissioni ufficiali in parte sulla fase di guida che utilizza la modalità elettrica e termica, in parte su quella che sfrutta solo la seconda. Dunque, se la lunghezza dei viaggi che si effettua con un’ibrida rientra in quella dei test ufficiali, le emissioni saranno in linea con quanto riportano i produttori, o addirittura inferiori se si usa solo l’elettrico per brevissimi percorsi. Al contrario, s<strong>e le distanze sono più lunghe (e non si ricarica la batteria) la CO2 rilasciata sarà superiore</strong>.

Il rapporto di Transport and Environment e Greenpeace accende un faro su un problema interessante, ma ha un limite. <strong>Parte dei dati raccolti nel “mondo reale” sulle strade dell’Europa sono riferiti al periodo antecedente al 2017</strong>, anno in cui la legislazione sul WTLP è stata modificata proprio per ridurre la discrepanza tra i dati di fabbrica e i dati su strada. I 44 grammi di CO2 derivavano proprio dalla vecchia versione dei test, più bassa di quello che dovrebbe risultare dai nuovi standard.

I produttori devono fornire più dati

Per garantire una maggiore trasparenza ai consumatori, le case produttrici dovrebbero fornire anche i dati sulle emissioni della sola guida con motore termico insieme a quelli già presentati. Queste informazioni vengono già registrate durante i test e sarebbero un incentivo per i conducenti a usare di più la modalità plug-in. Le ibride non sono ancora molto convenienti a confronto con le auto a benzina e diesel. Se si prediligono viaggi brevi, una macchina 100 percento elettrica potrebbe essere un affare migliore: l’autonomia sta aumentando, le infrastrutture di ricarica stanno migliorando e il costo è quasi pari a quello delle ibride.


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Raccontare e spiegare cibo, sostenibilità, natura e salute. Un obiettivo più facile a dirsi che a farsi, ma nella redazione di inNaturale non sono queste le sfide che scoraggiano. Siamo un gruppo di giovani affiatati in cerca del servizio perfetto, pronti a raccontarvi le ultime novità e le storie più particolari.

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