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La Nike starebbe smaltendo scarpe nuove invece che riciclarle

Secondo un’indagine tedesca scarpe nuove a marchio Nike potrebbero venire distrutte invece che riciclate. Ma l’azienda si difende.

Nei negozi Nike tedeschi è possibile restituire le vecchie scarpe affinché vengano riciclate. La divisione tedesca dell’azienda americana avrebbe avviato da 15 anni un programma di raccolta e riciclo delle scarpe usate. Eppure, secondo una indagine condotta dai giornali tedeschi Die Zeit, Panorama Das Erste e Flip potrebbe non essere esattamente così. Grazie all’utilizzo di un localizzatore GPS nella suola, i giornalisti avrebbero visto le loro scarpe finire triturate in una località non dichiarata dall’azienda, assieme a diverse scarpe apparentemente nuove.

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Foto: StockSnap @Pixabay

Dove finiscono le Nike usate?

Secondo i giornalisti tedeschi l’azienda starebbe distruggendo resi e invenduti col pretesto dell’iniziativa Nike Grind. Il progetto Nike Grind prevede il riutilizzo dell’usato in modo da trasformarlo in materiale adatto per la realizzazione di superfici di campi sportivi o suole di nuove scarpe. In Germania, le scarpe usate dovrebbero essere destinate ad un impianto di riciclaggio a Meerhout, in Belgio. Eppure, dall’indagine, sarebbero finite in un impianto di smaltimento nella cittadina di Herenthout, direttamente dentro grandi trituratori industriali.

Anche le scarpe Nike nuove verrebbero triturate

Visitando personalmente l’impianto di smaltimento i giornalisti tedeschi avrebbero notato come oltre all’usato, finivano nel trituratore anche scarpe apparentemente nuove. Hanno quindi deciso di ripetere l’esperimento con un reso di scarpe appena comprate, installando un tracciatore GPS nella suola. Anche in questo caso la scarpa, mai indossata, sarebbe finita all’impianto di triturazione. Fingendosi potenziali clienti interessati a Nike Grind, i giornalisti avrebbero filmato migliaia di scarpe apparentemente nuove in attesa di essere distrutte. Come riportato da Die Zeit, si tratterebbe anche di materiale invenduto che invece di essere riproposto o riciclato finirebbe semplicemente distrutto. Insomma: il frutto indesiderato della “moda veloce”, ovvero l’abitudine a inseguire i mutevoli capricci del mercato rendendo rapidamente “obsoleti” prodotti di abbigliamento non più “alla moda”.

La difesa di Nike

Nike ha affermato che gran parte delle scarpe restituite o invendute finirebbe, in realtà, nuovamente sugli scaffali. Al momento del reso, le calzature verrebbero accuratamente controllate per verificare eventuali danni o manomissioni prima di essere rimesse sul mercato. Se gli articoli mai indossati e senza difetti dovrebbero finire di nuovo in vendita, i prodotti che presentano invece danni o usura vengono destinati la programma Nike Grind. Secondo l’azienda, le scarpe dell’indagine sarebbero finite nel trituratore proprio perché manomesse per via l’installazione del localizzatore GPS che le avrebbe rese invendibili. Per i giornalisti tedeschi invece, sarebbe stato impossibile notare la manomissione. Il Ministero dell’Ambiente tedesco, avrebbe affermato che potrebbe trattarsi di una violazione di una recente normativa che impone la prevenzione dei rifiuti.

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Laureato in Scienze Politiche e Comunicazione Pubblica, ha lavorato in radio e nel tempo libero si dedica alla scrittura creativa. Da sempre appassionato di cultura, scienza e tecnologia è costantemente a caccia di nuove curiosità in grado di cambiare il mondo in cui viviamo.