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La Nasa punta a sfiorare il Sole nel 2018

La sonda sfiorerà la superficie della stella passandoci ad appena 6 milioni di chilometri di distanza, ben più vicino dell’orbita di Mercurio.

Nella giornata di ieri, 31 Maggio, la Nasa ha finalmente ufficializzato una missione di cui ormai si parlava da anni: la Solar Probe Plus, rinominata per l’occasione Parker, in onore dello scienziato che per primo teorizzò l’esistenza dei venti solari. L’obiettivo è davvero ambizioso: analizzare da vicino la l’atmosfera della nostra stella.

La Nasa punta a sfiorare il Sole nel 2018

La sonda dei record

Ci sono due versanti su cui questa sonda mira a superare ogni missione precedente: la velocità e la distanza dal sole. Per quanto riguarda il primo record, lo stacco con quello attuale sembrerebbe essere enorme. La sonda spaziale Juno, l’oggetto creato dall’uomo che finora ha raggiunto la velocità più alta, ha toccato i 265.000 km/h, quasi 73,61 km al secondo. Ma la sonda che punterà la nostra stella è di tutt’altra risma, si calcola che la sua velocità sfiorerà i 300 km al secondo, quasi quattro volte la velocità di Juno, pari a circa un millesimo della velocità della luce.

La sonda dei record

Anche per quanto riguarda la distanza i numeri sono impressionanti: la Parker Probe passerà prima Venere e poi Mercurio, fino a posizionarsi su un’orbita più stretta rispetto a quest’ultimo pianeta, a circa 6 milioni di chilometri dalla superficie del Sole. Talmente a ridosso della stella che gli ingegneri l’hanno dovuta progettare per essere in grado di resistere a temperature maggiori di 1700 gradi.

A caccia dei misteri dell’atmosfera solare

Lo scopo della missione sarà quello di indagare la composizione e le dinamiche dell’atmosfera solare, in particolare analizzando la sua corona, una misteriosa area ben al di sopra della fotosfera (la superficie del Sole). Questa zona, formata da gas, soprattutto idrogeno, e vapori provenienti dalla stella, nasconde diversi segreti, uno su tutti la temperatura.

A caccia dei misteri dell’atmosfera solare

Gli scienziati infatti non sono ancora riusciti a capire come si possano verificare certe condizioni termiche, come l’aumento di temperatura in concomitanza con l’allontanamento dalla superficie dell’astro, qualcosa di assolutamente controintuitivo. Per avere un’idea più precisa, la superficie del sole arriva a 5500 gradi, mentre la corona supera tranquillamente il milione.

La sonda partirà a luglio 2018 e compirà il suo primo perielio già nel novembre dello stesso mese, mentre la fine della sua missione è prevista per il 2025.

Fonti: planetary.org – repubblica.it – nypost.com

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